domenica 18 novembre 2012

Sull'antico e il Nuovo - Jiddù Krishnamurti - La prima ed ultima libertà.

Domanda: Quando L'ascolto, tutto mi sembra chiaro e nuovo. Ma quando sono a casa, l’antica, sciocca inquietudine si ripropone. Cos'è che non va dentro di me?

Krishnamurti: Che cosa ha luogo in concreto nelle vostre vite? Vi è ininterrotta sfida e risposta. Questa è l'esistenza, questa è la vita, non è così? Una sfida e una risposta ininterrotta. La sfida è sempre nuova e la risposta è sempre antica. Ieri vi ho incontrati ed oggi tornate da me. Siete diversi, vi siete alterati, siete mutati, siete nuovi; ma serbo il quadro di voi quali eravate ieri. Perciò lascio che il nuovo si assorba nel vecchio. Non vi incontro di nuovo, ma ho il quadro di ieri, e dunque la mia risposta alla sfida è sempre condizionata. Qui, per l'occasione, cessate di essere bramini, cristiani, di alta casta e così via: dimenticate tutto. Semplicemente ascoltate, siete assorbiti, cercate di scoprire. Ma quando riprendete la vita quotidiana, tornate all'antico "me": tornate al lavoro, alla casta, al sistema, alla famiglia. In altre parole, il nuovo continua a restare assorbito nel vecchio, nelle antiche abitudini, costumi, idee, tradizioni, memorie. Il nuovo non esiste mai, perché affrontate sempre il nuovo mediante l'antico. La sfida è nuova; ma l'affrontate mediante l'antico. Il problema implicito in questa domanda è come liberare il pensiero dall'antico in modo da poter continuare ad esser nuovi. Quando si vede un fiore, quando si vede un viso, quando si vede il cielo, un albero, un sorriso, come lo si affronta in modo nuovo? Perché non lo affrontiamo in modo nuovo? Perché accade che l'antico assorba il nuovo e lo modifichi; perché il nuovo cessa quando tornate a casa? La risposta antica sorge da chi pensa. Chi pensa non è sempre antico? Dato che il vostro pensiero si fonda sul passato, quando affrontate il nuovo è chi pensa che lo affronta: è l'esperienza di ieri che la incontra. Chi pensa è sempre l'antico. Cosi torniamo al medesimo problema in modo diverso: come liberare la mente da, se stessa in quanto entità pensante? Come sradicare la memoria: non la memoria fattuale ma la memoria psicologica, cioè l'accumulazione dell'esperienza? Senza liberarsi dal residuo dell'esperienza, non potremo recepire il nuovo. Liberare il pensiero, esser liberi del processo del pensiero e affrontare, così, il nuovo, è difficile, non è così? perché tutte le nostre fedi, tutte le nostre tradizioni, tutti i nostri sistemi educativi sono un processo di imitazione, di copiatura, di memorizzazione, un processo che vien costruendo il magazzino della memoria. Quella memoria risponde continuamente al nuovo; la reazione di quella memoria la chiamano pensare, ed è quel pensiero che affronta il nuovo. Come è possibile, in questo modo, che il nuova sussista? Soltanto quando non vi è residuo di memoria può esservi novità, e quel residuo sussiste quando l'esperienza non è finita, non è conclusa, terminata, vale a dire quando l'intendimento dell’esperienza è incompleto. Quando l'esperienza e completa, non vi è residuo: è questa la bellezza della vita. L'amore non è residuo, l'amore non è esperienza, è una condizione dell'essere. L'amore è eternamente nuovo. Perciò il nostro problema è il seguente: si può continuare ad incontrare il nuovo, anche se si è tornati a casa? Senza dubbio lo si può. Per farlo, bisogna compiere una rivoluzione, nel pensiero, nel sentimento; sarete liberi soltanto quando qualsiasi reazione verrà compresa pienamente, non semplicemente considerata in modo casuale e gettata da parte. Vi sarà libertà rispetto all'accumularsi della memoria soltanto quando qualsiasi pensiero, qualsiasi sentimento sarà stato completato, pensato fino in fondo. In altri termini, quando qualsiasi. pensiero e sentimento sarà stato pensato fino in fondo, e concluso, vi sarà un termine e vi sarà uno spazio tra quel termine ed il successivo pensiero. In quell'intervallo di silenzio, vi è rinnovamento, e la nuova creatività nasce. Ciò non è teorico, non è poco pratico. Se si cerca di pensare qualsiasi pensiero e sentimento fino in fondo, si scoprirà che si tratta, di una cosa straordinariamente pratica nella nostra vita quotidiana, poiché in tal caso si sarà nuovi, e ciò che è nuovo perdura eternamente. Essere nuovi è creativo ed esser creativi significa essere felici. Un uomo felice non bada se e ricco o povero non gli importa a quale livello della società appartenga, o a quale paese. Non ha capi, né dei né tempi ne chiese perciò non ha dispute né inimicizia. Senza dubbio è questo il modo più pratico per risolvere le nostre difficoltà, in questo mondo di oggi pieno di caos. Ed è perché non siamo creativi nel senso in cui sto usando questa parola che siamo tanto antisociali a tutti i diversi livelli della coscienza. Per essere veramente efficaci e pratici nelle nostre relazioni sociali, nella nostra relazione con qualsiasi cosa, si deve essere felici; né vi può essere felicita se non vi è fine; non vi può essere felicità se perdura, il processo costante del divenire. Nel finire è rinnovamento, rinascita, una novità, una freschezza, una gioia. Il nuovo viene assortito nell'antico e l'antico distrugge il nuovo, finché vi è un background, finché là mente, chi pensa, resta condizionata dal proprio stesso pensiero. Per liberarsi dal background, delle influenze condizionanti, dalla memoria, occorre esser liberi rispetto alla continuità. Vi sarà continuità finché il pensiero ed i sentimenti non saranno terminati completamente. Un pensiero viene completato quando lo si persegue fino a suo termine ed in tal modo si pone termine a qualsiasi pensiero, a qualsiasi sentimento. L'amore non è un'abitudine, non é memoria; l'amore e sempre nuovo. Vi può essere l'incontro con il nuovo soltanto quando la mente è fresca; e la mente non lo è finché resta un residuo di memoria. La memoria è fattuale quanto psicologica. Non parlo della memoria fattuale, ma di quella psicologica. Finché 1'esperienza non sarà stata completamente intesa, vi sarà un residuo che sarà l'antico, che sarà il residuo di ieri la cosa che è passata; il passato assorbe sempre il nuovo e perciò lo distrugge. Soltanto quando la mente é libera dall'antico incontra tutto di nuovo; e in ciò vi è gioia.

Testo tratto dal libro " La prima ed ultima libertà"

Copywrite
1954 Krishnamurti Writings, inc., Ojai , U.S.A.
1969 Casa Editrice Astrolabio - Ubaldini Editore, Roma

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