martedì 3 gennaio 2012

SULL' AMORE - La prima ed ultima libertà - Jiddù Krishnamurti


Domanda:
Che cosa intende per amore?

Krishnamurti: Scopriremo, mediante l'intendimento, che cosa l'amore non è, perché, essendo l'amore ignoto, dobbiamo giungervi scartando il noto. L'ignoto non potrà venire scoperto da una mente ricolma del noto. Ciò che stiamo per fare è scoprire i valori del noto, contemplare il noto; quando viene contemplato con purezza, senza condanna, la mente se ne libera; e allora sapremo che cosa sia l'amore. Perciò, è necessario accostarci all'amore negativamente, non positivamente.
Che cos'è l'amore per la maggior parte di noi? Quando diciamo di amare qualcuno, che cosa intendiamo? Intendiamo che possediamo quella persona. Da tale possesso nasce gelosia, poiché se perdo lui o lei, che cosa accade? Mi sento vuoto, perduto; e perciò legalizzo il mio possesso; tengo lui, o lei. Dal prendere, dal possedere questa persona, nascono la gelosia, la paura e tutti i conflitti innumerevoli che dal possesso scaturiscono. Senza dubbio un tale possesso non è amore: non vi pare?
Ovviamente l'amore non è sentimento. Essere sentimentali, essere emotivi, non è amore, poiché il sentimentalismo e l'emozione sono pure sensazioni. Una persona religiosa che pianga su Gesù e su Krishna, sul suo guru o su qualcun altro, è puramente sentimentale, ed emotiva. Indulge alle proprie sensazioni, il che è un processo del pensiero non è amore. Il pensiero risulta dalla sensazione, così che chi sia sentimentale, emotivo, non è possibile conosca l'amore. E ancora: non siamo noi emotivi e sentimentali? Il sentimentalismo, l'emotività, altro non sono se non una forma di auto espansione. Esser colmi di emozione ovviamente non è amore, poiché una persona sentimentale può essere crudele quando non si corrisponde ai suoi sentimenti, quando i suoi sentimenti non hanno sfogo. Una persona emotiva può essere spinta all'odio, alla guerra, al massacro. Chi sia sentimentale, pieno di lacrime per la sua religione, sicuramente non possiede amore. Il perdono è amore? Che cosa è implicito nel perdono? Voi mi insultate ed io mi risentisco, me lo ricordo; allora, in seguito sia alla costrizione che al pentimento, dico: "Ti perdono". In un primo tempo mi ricordo; poi respingo. Che cosa significa ciò? Che io resto pur sempre la figura centrale. Io resto importante, sono io che sto perdonando qualcuno. Finché sussisterà l'atteggiamento di perdonare, sarò io che sarò importante, e non l'uomo che, si suppone, mi ha insultato. Cosi quando accumulo risentimento e quindi lo rinnego, il che voi chiamate perdono, ciò non è amore. Chi ama ovviamente non ha inimicizia ed è perfettamente indifferente a tutte queste cose. La simpatia, il perdono, la relazione del possesso, la gelosia ed il timore: tutte queste cose non sono amore. Appartengono tutte alla mente, non è così? Finché la mente resta l'arbitro, non vi è amore, perché la mente arbitra soltanto mediante il possesso, e il suo arbitrato è puramente possesso in forme diverse. La mente potrà soltanto corrompere l'amore, non potrà farlo nascere, non potrà conferirgli bellezza. Si può scrivere una poesia sull'amore, ma ciò non è amore. Ovviamente non vi è amore quando non vi è rispetto reale, quando non rispettate l'altro, sia egli il vostro servo o il vostro amico. Non avete notato che non siete rispettosi, gentili, generosi con i vostri servi, con le persone che, si dice, stanno "sotto" di voi? Voi rispettate chi sta al di sopra di voi, il vostro capo, il miliardario, l'uomo che possiede un'enorme casa ed ha un titolo, l'uomo che può darvi una posizione migliore, un lavoro migliore, dal quale possiate ottenere qualcosa. Ma prendete a calci coloro che stanno sotto di voi, per loro scegliete un linguaggio speciale. Perciò ove non c'è rispetto, non c'è amore; ove non c'è misericordia, pietà, perdono, non c'è amore. E poiché la maggior parte di noi si trova in questa condizione, ebbene, noi non abbiamo l'amore. Non siamo né rispettosi né misericordiosi né generosi. Siamo possessivi, colmi di sentimentalismo e di emotività che possono prendere qualsiasi strada; uccidere, massacrare o unificarsi in base a qualche intento folle e ignorante. Cosi, come potrebbe esservi amore?
Potrete conoscere l'amore soltanto quanto tutto ciò sarà finito, soltanto quando non possiederete, quando non sarete meramente emotivi, con la vostra devozione ad un oggetto. Tale devozione è una supplica, cerca qualche cosa in forme diverse. Chi prega non conosce l'amore. Perché siete possessivi, perché perseguite un fine, un risultato, attraverso la devozione, la preghiera, il che vi rende sentimentali ed emotivi, naturalmente non vi è amore; ovviamente non c'è amore quando non c'è rispetto. Potete dirmi che nutrite rispetto, ma il vostro rispetto è per chi vi è superiore, è semplicemente il rispetto che nasce dal desiderare qualcosa, è il rispetto della paura. Se veramente sentiste rispetto, lo sentireste per gli inferiori come per coloro che chiamate i superiori; ma non avendolo, non vi è amore. Quanto pochi fra noi sono generosi, misericordiosi, quanto pochi perdonano! Siete generosi quando ciò vi conviene, siete misericordiosi quando potete aspettarvi qualche cosa in cambio. Quando tali cose scompaiono, quando tali cose non occupano più la vostra mente, e le cose della mente non riempiono il vostro cuore, allora vi è amore; e solo l'amore può trasformare la presente follia ed insania nel mondo: non i sistemi, non le teorie, né di destra né di sinistra. Amerete realmente quando non sarete invidiosi né avidi, quando nutrirete rispetto, quando sentirete misericordia e compassione, quando avrete considerazione per vostra moglie, i vostri figli ed il vostro vicino, e i vostri meno fortunati servi. All'amore non si può pensare, l'amore non si può coltivare, l'amore non si può praticare. La pratica dell'amore, la pratica della fraternità, resta pur sempre nell'ambito della mente, e perciò non è amore. Quando tutto questo è giunto a termine, nasce l'amore, e solo allora saprete che cos'è l'amore. Dunque l'amore non è quantitativo, ma qualitativo. Voi non dite: "amo tutto il mondo"; ma quando saprete come amare una sola persona, saprete come amare tutti. Ma poiché non sappiamo come amare una sola persona, il nostro amore per l'umanità è fallace. Quando si ama, non è questione di uno o di molti; vi è soltanto l'amore. Soltanto quando vi è amore tutti i nostri problemi potranno risolversi, e soltanto allora potremo conoscerne la beatitudine e felicità.

Testo tratto dal libro " La prima ed ultima libertà"

Copywrite
1954 Krishnamurti Writings, inc., Ojai , U.S.A.
1969 Casa Editrice Astrolabio - Ubaldini Editore, Roma

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