venerdì 30 dicembre 2011

SUL SESSO - La prima ed ultima libertà - Jiddù Krishnamurti

Domanda:
Sappiamo che il sesso è un’esigenza fisica e psicologica, cui non si può sfuggire, e che esso sembra costituire la causa radicale del caos nella vita personale della nostra generazione. In qual modo si dovrà affrontare questo problema? 

Krishnamurti:
Perché mai, qualsiasi argomento tocchiamo, troviamo un problema? Abbiamo fatto un problema di Dio, abbiamo fatto un problema dell'amore, abbiamo fatto della relazione, del vivere un problema, e un problema abbiamo fatto del sesso. Perché? Perché qualsiasi cosa facciamo è un problema, un orrore? Perché soffriamo? Perché il sesso è diventato un problema? Perché ci assoggettiamo a vivere con tutti questi problemi, perché non vi poniamo termine? Perché non uccidiamo i nostri problemi anziché trascinarceli giorno dopo giorno, anno dopo anno? Senza dubbio il sesso è una questione di rilievo, ma vi è la questione primaria: perché trasformiamo la vita in un problema? Il lavoro, il sesso, il guadagnarsi il pane, il pensare, il sentire, lo sperimentare - ebbene, tutta faccenda del vivere - perché tutto ciò è un problema? Non è forse perché pensiamo sempre da un punto di vista particolare, fisso? Pensiamo sempre partendo da un centro verso la periferia, ma la periferia, per la maggior parte di noi, è lo stesso centro, e così qualsiasi cosa tocchiamo è superficiale. Ma la vita non è superficiale; essa esige che si viva completamente, e proprio perché non viviamo che superficialmente, conosciamo soltanto reazioni superficiali. Qualsiasi cosa si faccia in periferia, creerà inevitabilmente un problema, e questa è la nostra vita: viviamo alla superficie, e siamo contenti di viverci, con tutti i problemi che la superficie comporta. I problemi esisteranno finché vivremo in superficie, alla periferia, essendo la periferia il "me" e le sue sensazioni, che possono venir esternate e rese soggettive, che possono identificarsi con l'universo, con la patria e con qualsiasi altra cosa che la mente fabbrichi. 
Finché vivremo entro il campo della mente vi saranno complicazioni, e dovranno esservi problemi: questo è tutto ciò che sappiamo. La mente è sensazione, la mente è il risultato di sensazioni e reazioni accumulate, e tutto ciò che essa tocca è destinato a creare miseria, confusione, problemi senza fine. La mente è la causa reale dei nostri problemi, la mente che opera meccanicamente notte e giorno, consciamente od inconsciamente. La mente è una cosa estremamente superficiale, ed abbiamo passato generazioni intere, spendiamo le nostre intere vite, coltivando la mente, rendendola sempre più abile, sempre più sottile, sempre più astuta, sempre più disonesta e tortuosa, il che è evidente in tutte le attività della nostra vita. La natura stessa della nostra mente è di essere disonesta, tortuosa, incapace di affrontare i fatti, ed è questo che crea i problemi: è di questo che consiste il problema in se stesso. 
Che cosa intendiamo col problema del sesso? Si tratta dell'atto sessuale, o di un pensiero circa l'atto? Senza dubbio non si tratta dell'atto. L'atto sessuale per me non è un problema, non più che mangiare, ma se pensate circa il mangiare e qualsiasi altra cosa tutto il giorno, perché non avete altro da pensare, diventerà un problema. È l'atto sessuale il problema, ovvero il pensiero circa l'atto? Perché pensate ad esso? Perché vi costruite sopra, il che state ovviamente facendo? I cinematografi, le riviste, i romanzi, il modo in cui vestono le donne, tutto contribuisce a costruire il vostro pensiero sul sesso. Perché la mente lo costruisce, perché mai la mente pensa al sesso? Perché è divenuto un argomento fondamentale della vostra vita? Mentre tante cose chiedono, esigono la vostra attenzione, voi la dedicate completamente al pensiero del sesso. Che cosa accade, perché le vostre menti ne sono tanto occupate? Perché è un modo di evadere definitivamente, non è così? È un modo di dimenticarsi completamente. Per un momento, almeno in quell'istante, potete dimenticar voi stessi, e non vi è altro modo per dimenticare voi stessi. Qualsiasi altra cosa facciate nella vita accentua il "me", il sé. I vostri affari, la religione, gli dei, i vostri capi, i vostri atti economici e politici, le vostre evasioni, le vostre attività sociali, il vostro aggregarvi ad un partito e respingerne un altro, tutto ciò accentua e rafforza il "me". Vale a dire, vi è soltanto un atto nel quale non si accentua il "me", e pertanto quell'atto diventa un problema, non è così? Quando esiste soltanto un'unica cosa nella vostra vita, che è la strada per l'ultima evasione, per il completo dimenticar se stessi, sia pure per pochi secondi, vi aggrappate ad essa, perché è quell'unico momento nel quale si è felici. Qualsiasi altro argomento tocchiate diviene un incubo, una fonte di sofferenza e di pena, così vi aggrappate all'unica cosa che vi offre completa dimenticanza di voi stessi, che voi chiamate felicità. Ma quando vi aggrappate ad essa, anch'essa diviene incubo, poiché allora desiderate liberarvene, non intendete esserne schiavi. Così inventate, partendo pur sempre dalla mente, l'idea della castità, del celibato, e cercate di restare casti, di essere celibi, mediante la soppressione: operazioni tutte della mente, fatte per tagliarvi fuori dal fatto. Anche questo produce un'accentuazione particolare del "me", che si sforza di diventare qualche cosa, e così di nuovo siete catturati dal turbamento, dal travaglio, dallo sforzo, dal dolore. 
Il sesso diviene un problema straordinariamente difficile e complesso finché non si comprende la mente che pensa circa il problema. L'atto in se stesso non potrà mai essere un problema; esso è creato dal pensiero circa l'atto. L'atto lo salvaguardate; vivete liberamente, oppure vi rassegnate al matrimonio, trasformando così vostra moglie in una prostituta che sotto ogni apparenza è estremamente rispettabile, e siete soddisfatti delle cose come stanno. Senza dubbio il problema sarà risolto soltanto quando comprenderete l'intero processo e l'intera struttura del "me" e del "mio": mia moglie, mio figlio, i miei beni, la mia macchina, le mie conquiste, il mio successo; finché non comprenderete e risolverete tutto ciò, resterà il problema del sesso. Finché sarete ambiziosi, politicamente, religiosamente o in qualsiasi altro modo, finché sottolineerete il sé, sottolineerete colui che pensa, colui che sperimenta, nutrendolo di ambizione sia in nome di voi stessi che in nome del vostro paese, del vostro partito o di un'idea che chiamate religiosa; finché esisterà questa attività di auto-espansione, continuerete ad avere un problema sessuale. Da un lato vi create, vi nutrite, vi espandete, dall'altro cercate di dimenticarvi, di perdervi, sia pure per un solo istante. Come possono esistere insieme le due cose? La vostra vita è una contraddizione; sottolineare il "me", e dimenticare, insieme, il "me". Il sesso non è un problema; il problema è invece questa contraddizione nella vostra vita; e la contraddizione non potrà venir superata dalla mente, poiché la mente stessa è contraddizione. La contraddizione potrà venir capita soltanto quando comprenderete pienamente l'intero processo della vostra esistenza quotidiana. Andare al cinema e guardare donne sullo schermo, leggere libri che ne stimolano il pensiero, guardare le riviste con le loro figure seminude, il vostro modo di guardare le donne, le pupille furtive che incontrano le vostre: tutte queste cose incoraggiano la mente per vie devianti a sottolineare il sé; e nello stesso tempo voi cercate di essere gentili, amorevoli, teneri. Le due cose non possono stare insieme. Chi sia ambizioso, spiritualmente o in altro modo, non sarà mai privo di problemi, poiché i problemi cesseranno soltanto quando si dimenticherà il sé, quando il "me" non esisterà, e tale condizione di non-esistenza del sé non è un atto di volontà, non è una pura reazione. Il sesso diventa una reazione; quando la mente cerca di risolvere il problema, non fa che renderlo più confuso, più penoso, più conturbante. Non è l'atto il problema, ma la mente; la mente che dice di voler essere casta... La castità non appartiene alla mente. La mente può soltanto sopprimere le proprie attività, e la soppressione non è la castità. La castità non è una virtù, la castità non si può coltivare. L'uomo che coltiva l'umiltà, senza dubbio non è una persona umile, può chiamare umiltà il proprio orgoglio, ma resta un uomo orgoglioso; ed ecco perché si sforza di essere umile. L'orgoglio non potrà mai diventare umile, e la castità non è una cosa che appartenga alla mente: non si può diventare casti. Conoscerete la castità soltanto quando vi sarà amore, e l'amore non appartiene alla mente, non è una cosa della mente. 
Perciò il problema del sesso, che tortura tanta gente in tutto il mondo, non potrà risolversi finché non si comprenderà la mente. Non potrete por termine al pensare, ma, il pensiero verrà a termine quando il pensatore cesserà di esistere, e ciò accadrà soltanto quando si avrà l'intendimento dell'intero processo. La paura nasce quando vi è separazione tra chi pensa ed il suo pensiero; quando non vi è nessuno che pensi, allora soltanto non vi è conflitto nel pensiero. Ciò che è implicito non esige alcuno sforzo per capirlo. Chi pensa nasce attraverso il pensiero; allora chi pensa si esercita a configurare, a controllare i propri pensieri o a por termine ad essi. Il pensatore è un'entità fittizia, un'illusione della mente. Quando ci si rende conto del pensiero come di un fatto, non vi è in alcuna necessità di pensare al fatto. Se vi è consapevolezza, semplice, priva di scelta, quanto è implicito nel fatto comincerà a rivelarsi. Perché il pensiero come fatto avrà fine. Allora vedrete che i problemi di cui vi cibate nel cuore e nella mente, i problemi della nostra struttura sociale, potranno venire risolti. E allora il sesso non sarà più un problema, avrà il suo giusto posto, non sarà né una cosa impura né una cosa pura. Il sesso ha il suo luogo; ma quando la mente gli conferisce il posto predominante, diventa un problema. La mente conferisce al sesso un ruolo predominante perché non può vivere senza una qualche felicità, e così il sesso diventa un problema; quando la mente ne comprende l'intero processo, e giunge così a termine, vale a dire quando il pensatore cessa, allora vi è creazione ed è questa creazione che ci fa felici. Stare in uno stato di creazione è beatitudine, perché è dimenticanza di sé, nella quale non vi è reazione che nasca dal sesso. Non si tratta di una risposta astratta al problema quotidiano del sesso: si tratta dell’unica risposta. La mente rinnega l’amore e senza l’amore non vi è castità; ed è perché non vi è amore che trasformate il sesso in un problema.


Testo tratto dal libro " La prima ed ultima libertà"

Copywrite
1954 Krishnamurti Writings, inc., Ojai , U.S.A.
1969 Casa Editrice Astrolabio - Ubaldini Editore, Roma

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