giovedì 16 marzo 2017

Agricoltura: una piccola riflessione

Viviamo in una società caotica e dissociata dalla natura, per via di uno stile di vita fondato sull'individuo...un'individuo la cui attenzione è incentrata sull'affermazione di sé, sul profitto economico e sul possesso materiale.
Proprio grazie a questa condizione, tramite l'osservazione di se stessi e del mondo che ci circonda, possiamo accorgerci di quanto sia disarmonico vivere in una società che ha perso il collegamento con la natura; in ogni aspetto della nostra vita siamo mancanti di consapevolezza...e tale mancanza è ben evidente anche in campo agricolo e alimentare.
L'attività dell'agricoltore è vista e immaginata come un lavoro massacrante ma...in realtà non lo è affatto se siamo aperti agli insegnamenti della natura stessa...ci dirà lei come procedere al meglio se sapremo osservare.
Non di meno porta all'autosufficienza alimentare ed economica...una cosa molto importante visto che, se l'attività principale delle persone fosse quella di rendersi autosufficienti, almeno per quanto riguarda il cibo, si risolverebbe il problema della disoccupazione, della cementificazione e dell'inquinamento che imperversa sulla terra...oltre a rendere automaticamente la società stessa, autosufficiente!
Ogni centimetro di territorio sarebbe vitale, reso fertile, coltivato e curato con passione e saggezza proprio perché è la base della vita su questa terra!
....invece ci ritroviamo nell'ignoranza, chiusi in delle scatole di acciaio e cemento....ogni giorno usciamo fuori in una città innaturale e inquinata, montiamo in un'altra scatola di metallo motorizzata che ci porta a chilometri di distanza dentro un'altra scatola di cemento dove "lavoriamo" per ottenere un pezzo di carta a cui viene attribuito un valore.....tutto ciò è semplicemente folle!
Purtroppo l'agricoltura non è più un'attività quotidiana e personale come lo era in antichità; è stata trasformata in un lavoro come tanti, a scopo di lucro e, incentrato sulla massimizzazione delle produzioni ortive, mirando ad un'aumento dei profitti;
Questo modo di praticare l'agricoltura, guidato dalle richieste del mercato pilotate dalle multinazionali, dai media, dall'industria petrolchimica e dalla scienza che spesso tenta di comprendere l'insieme della natura esaminandone dei frammenti staccati dal contesto, ha portato a tecniche agricole che impoveriscono e sfruttano i terreni, invece di aumentarne la vitalità e la fertilità.
Si è perso di vista il fatto che, la natura è il nostro riflesso; non le manca niente che noi, in modo distaccato, potremmo aggiungere o migliorare!
Solo quando si è parte della natura e la osserviamo come si osserva il nostro volto allo specchio e la ascoltiamo come si ascolta un maestro, come ascoltiamo noi stessi, solo in quel caso svolgiamo il nostro ruolo e possiamo dare il nostro significativo contributo alla Natura.
La domanda da farsi quindi, al momento del riconoscimento del fatto che quel che stiamo osservando "fuori", siamo noi stessi, è: qual è il mio rapporto con la natura? che tipo di rapporto ho con me stesso??
...e forse,  tutto sarebbe diverso.


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