sabato 14 maggio 2011

CANAPA - Marijuana - Cannabis Sativa - "La Pianta Miracolosa"

(questo post è soggetto ad aggiornamenti)

Dopo aver visto "La rivoluzione della canapa" ho iniziato ad essere interessato alla verità sulla Canapa (Cannabis Sativa)!
Cercando informazioni al riguardo, mi sono imbattuto in tantissimi siti internet che ne parlano....gli argomenti che si va a toccare sono numerosi; questa tesi di laurea in particolare riporta la storia della Canapa dai suoi primi utilizzi fino ai giorni nostri....da leggere assolutamente!
medicalcannabis.it  -  usidellacanapa.it
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La canapa (contiene fino al 75% di cellulosa...il legno ne contiene circa il 30 %) può essere utilizzata per fare carta di ottima qualità , spago, funi e corde per paracadutismo e navi (un tempo le vele delle navi erano fatte di canapa) si usa tutt'ora come isolante in  idraulica e, in edilizia per fare mattoni, intonaco, pannelli stile faesite (cartone pressato). Con la sua fibra si realizzano tessuti bellissimi e con le ultime tecniche di lavorazione, può diventare setosa, morbida e allo stesso tempo resistentissima (i veri jeans levis erano fatti di canapa, non di cotone). Dai semi si ricava un ottimo olio alimentare, che si potrebbe utilizzare anche come combustibile. I fiori e le resine prodotte potrebbero assere utilizzate come medicinale nella cura dell'HIV e chemioterapia, per stimolare l'appetito ed alleviare i dolori che farmaci e patologie comportano; compresa l'arteriosclerosi (in antichità alcuni popoli la utilizzarono addirittura per curare la malaria). vi riporto una piccolissima parte di testo, che ho trovato su medicalcannabis.it in questa tesi di laurea (leggetela!...troverete info veramente importanti ed interessanti):

Il primo testo di medicina che esalta le proprietà terapeutiche della cannabis, il “Pen T’sao Ching”, è compilato ad opera dell’imperatore cinese Shen-Nung, della dinastia Han (che regnò dal II secolo a.C. al II d.C.). Le informazioni contenute in questo libro raccolgono la tradizione medica cinese di più di tremila anni. Qui la pianta viene raccomandata per curare gotta, reumatismo, malaria, stipsi e debolezza mentale. ....

.....T’ang Shen-wei scrive che è usata nelle malattie da deperimento e nelle ferite; purifica il sangue ed abbassa la temperatura; riduce i flussi, risolve il reumatismo e scarica il pus. Il medico annotava poi gli effetti collaterali, “se presa in eccesso” ammoniva, “può provocare allucinazioni e far barcollare il passo”....


...Le proprietà medicinali della pianta erano ben conosciute tra i Greci prima, poi dai Romani.
Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) oltre a consigliarne l’impiego per curare emicrania e costipazione, la ritiene insostituibile per la costruzione di vele e cordame per le galee romane.

Dioscoride, medico greco, nel suo erbario “Sulla Materia Medica”(70 d.C.), indica di servirsi della canapa per curare il mal d’orecchi, gli edemi, l’itterizia ed altri disturbi. Qui compare anche il primo disegno della pianta.

Anche Galeno nel II secolo d.C., sembra esserne al corrente, nel suo “De facultatibus alimentorum” scrive che la cannabis “elimina l’aria dallo stomaco e disidrata”, sarebbe inoltre “utile contro il mal d’orecchi e tutti i tipi di dolore”.
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Qui sotto vi faccio partecipi di alcuni studi e ricerche, che ho estrapolato dal manuale di Giancarlo Arnao “Cannabis Uso e abuso”.



...Con uso continuato di cannabis, è dimostrato un certo livello di tolleranza (necessità di aumento delle dosi).
Non è dimostrata con l'uso di cannabis una vera e propria dipendenza fisica. Sul problema sì è così pronunciata I'O.M.S. nel 1965: "[ ...] assenza di dipendenza fisica, così che non esiste una definita è caratteristica sindrome di astinenza" (W.H.O., 1965).
La questione della dipendenza psichica è stata così riassunta dalla Commissione Canadese del 1972: "... Molti consumatori trovano evidentemente la cannabis desiderabile e piacevole, e spesso escono per acquistarla, a rischio di severi provvedimenti legali ... tuttavia, non sembra si sviluppino l'insaziabilità e l'urgenza della dipendenza da oppiacei, barbiturici, alcool e tabacco... " (Canad. Comm. 1972, P.124.)
La cannabis è usata spesso assieme ad altre persone in circostanze in cui una serie di altri fattori è essenziale al raggiungimento della gratificazione: musica, un certo tipo di abbigliamento e di consumi; ecc. In questo contesto, la dipendenza psichica da cannabis ha lo stesso valore della dipendenza dagli altri fattori.
L'arrossamento degli occhi e la diminuita salivazione (che si traduce in un senso di "bocca secca") sono i sintomi più tipici (e ben conosciuti dai consumatori) dell'uso di cannabis.
Altri effetti fisici sono: accelerazione del polso; diminuzione della pressione del sangue in posizione eretta. Schematicamente, gli effetti psicologici della cannabis si concretano in diversi aspetti:
a) percezioni sensoriali: b) riferimenti spazio-temporali; c) processi mentali; d) emozioni.
Questi effetti sono stati studiati a fondo da alcuni autori statunitensi (cfr. Anonynous 1969, Tari 1971); con l'uso di cannabis, le percezioni non vengono alterate, ma vengono intensificate e in certi casi possono essere interpretate in maniera diversa da quella dello stato di normalità. La cannabis non altera l'immagine, ma può alterare l'interpretazione a livello mentale. Con l'uso di cannabis si può determinare una percezione più acuta dei contorni, dei colori, della profondità delle immagini; uno degli effetti più tipici della cannabis è quello sulla percezione sonora. I consumatori percepiscono in misura più marcata la separazione spaziale delle fonti sonore; i suoni possono evocare immagini e colori. Ascoltando la musica, viene particolarmente apprezzata la qualità dei suoni, e in certi casi vengono percepiti nelle linee armoniche significati particolari; Hochman ha espresso un’interessante teoria secondo cui la musica verrebbe interpretata in maniera "professionale" (cfr. Hochman 1972, pp. 69-70).
Riportiamo qui un paio di testimonianze personali - di consumatori:
"la musica non si limita a riempirti le orecchie, ma ti esplode dentro e vive in un discorso che ha una ferrea logica narrativa, dove ogni strumento è un personaggio che vive e racconta la sua storia" (testimonianza raccolta dall'autore).
"la melodia [...] si trasforma in una vasta operazione aritmetica, nella quale i numeri generano numeri, e voi ne seguite le fasi e la generazione […] con un’agilità uguale a quella dell'esecutore" (Baudelaire 1970, p.43).
E’ tipico l'effetto di aumentare l'apprezzamento per i sapori dei cibi, che è collegato all'effetto di farmaco anti-emetico (cioè ad azione contro il vomito) e stimolante dell'appetito.
Possibili modifiche dell’interpretazione delle distanze, che possono apparire più lunghe o più brevi. Marcata e tipica la percezione di tempo rallentato, collegata con la diminuzione dei legami col passato e col futuro. Ne deriva una particolare concentrazione in tutto ciò che accade nel momento presente.
Un effetto tipico è quello di indebolimento della memoria immediata; fino al punto di non ricordare l'inizio della conversazione. Questo effetto è stato riscontrato soltanto a dosaggi alti (cfr. Canad. Comm. 1972, p.54.)
Gli effetti più frequentemente riferiti dai consumatoti sono: maggiore accettazione delle contraddizioni e dell'ambiguità, maggiore recettività al lato comico delle situazioni; significati diversi e profondi in situazioni familiari e scontate ("ja-mais vu"); così Benjamin descrive la sua esperienza in un banale caffè di Marsiglia: "Gli eventi si producevano come se la visione mi avesse sfiorato con una bacchetta magica facendomi sprofondare in un sogno su di essa" (Benjamin 1975, p.85);
Tendenza all'introspezione, pensieri vaganti, associazioni vivaci e spontanee, sensazione di aumento dell'immaginazione: "Può [...] aversi una produzione addirittura tumultuosa di immagini, indipendentemente da ogni restante fissazione e impegno della nostra attenzione. [...] sotto l'effetto dell'hashish per presentarsi dinanzi a noi le immagini non hanno alcun bisogno della nostra attenzione" (Benjamin, op.cit. ,p.90).
L'esperienza del "jamaìs vu" può provocare, in dosi forti e/o in soggetti impreparati, ad uno spiacevole senso di "depersonalizzazione" e di perdita dell'identità.
La modifica delle percezioni sensoriali si concreta in un’attenzione che è aumentata di intensità ma con un minore raggio di estensione; ne deriva la tendenza ad occuparsi di una cosa per volta, come per es. ascoltare la musica oppure parlare, anziché ascoltare e parlare allo stesso tempo;
A dosaggi bassi e medi, la percezione di tempo rallentato, determinando una maggiore concentrazione sul presente, può aiutare a concentrarsi su determinati stimoli intellettuali; ad alti dosaggi, l'aumentata produzione di associazioni e fantasie può rendere difficile la concentrazione su un soggetto predeterminato.
In linea generale, sembra che la cannabis abbia un effetto intrinsecamente positivo sull'umore, determinando rilassamento, serenità, tendenza al ridere. La facilità al ridere, (a volte in maniera irrefrenabile), è riferita spesso dai consumatori iniziali, meno da quelli abituali. Le emozioni possono essere amplificate, ma anche in senso negativo: ciò può provocare reazioni negative di una certa gravità.

E' piuttosto diffusa nell'opinione corrente la tendenza a confondere le condizioni dei consumatori quando sono sotto gli effetti delle sostanze con l'assetto complessivo e permanente della loro personalità. Ad esempio, uno spot pubblicitario antidroga USA del 1989 chiedeva al pubblico se sarebbe stato disposto a farsi operare da un chirurgo che fumava marijuana. In realtà, è arbitrario estendere gli effetti dell’intossicazione acuta a tutta l'esistenza del consumatore: chi usa cannabis, come del resto alcool o cocaina, non è necessariamente sempre in stato di intossicazione.
Va quindi ribadito che gli effetti comportamentali della cannabis sono strettamente limitati al periodo dell'intossicazione.
Secondo un’analisi accurata di Tart (che si riferisce ai consumatori USA degli anni 60), la cannabis ha un effetto "disintegratore" sui "ruoli sociali" imposti dalle convenzioni; l'uso della sostanza determinerebbe nei consumatori una minore disponibilità a rispettare le regole non scritte dei rapporti "formali" (Tart 1971, p.289).
Altri effetti considerati tipici: tendenza a diminuire la chiassosità,' (collegata alla diminuzione dell'aggressività); maggiore solidarietà di gruppo. L’intensificazione dei rapporti con gli altri può essere un fattore positivo se i rapporti sono tendenzialmente buoni. In caso contrario, può essere traumatico:
"nello stato di enorme sensibilità prodotto dall' hashish ogni sensazione di non venir compresi minaccia di trasformarsi in una sofferenza" (Benjamin 1975,p.89).
La cannabis ha in comune con l'alcool l'effetto di indebolire le inibizioni. Per I'alcool, l'effetto disinibitorio può risolversi nel superamento di :regole sostanziali di etica collettiva, e quindi in un’incontrollabilità degli impulsi aggressivi e violenti: l'alcool è infatti considerato in assoluto come la sostanza psico-attiva più frequentemente collegata a comportamenti violenti. Per la cannabis si ha un superamento di inibizioni che riguardano il modo di comunicare con il prossimo, piuttosto che gli impulsi aggressivi: "Tutte le ricerche [...j hanno smentito che l'uso di marijuana provochi un aumento di aggressività. [...] la marijuana ha un effetto sedativo e può in qualche misura ridurre [...] la possibilità di comportamenti aggressivi verso altre persone (NAS 1982, p.128).

Tra gli effetti più frequentemente descritti dai consumatori, vi sono quelli di aumento del desiderio sessuale, di un orgasmo più piacevole; di maggiore contatto fisico e spirituale:
"a volte è soltanto angoscia che si trasforma in desiderio di contatto e mescolamento fisico secondo un ritmo insolitamente lento quasi immobile con carezze che dai e senti contemporaneamente perché si trasmettono con vibrazioni sottilissime a tutte le parti del corpo unite e senza confini" (testimonianza raccolta dall'autore).
Gli effetti della cannabis sull'attività sessuale sono stati analizzati da una ricerca USA su 150 soggetti seguiti fra il 1970 e il 1977. Risultati in sintesi:
-la durata dell'atto sessuale tendeva ad aumentare; la qualità dell'orgasmo veniva percepita come superiore alla norma dal 58% dei maschi e dal 32% delle femmine;
-il desiderio del/la partner abituale veniva aumentato per i150% dai maschi e per il 60% delle donne; risultava invece diminuito in una esigua minoranza;
-in misura minore era aumentato il desiderio di un/a partner occasionale (per il 43% dei maschi, per il 14% delle femmine);
Gli effetti sensoriali più accentuati erano il tatto (59% dei maschi e 57% delle femmine) e la sensazione di intimità fisica (rispettivamente 51 e 56%) (cfr Halikas et al 1982).
Degno di nota appare l'effetto di "aumentato desiderio per il/la partner' abituale", che è confermato da questa testimonianza di un consumatore 60enne, sposato da 27 anni:
"dopo aver fumato, sembrava di avere con mia moglie un"'avventura": ballavamo al suono dei dischi rock, recitavamo o addirittura giocavamo come due ragazzini" (Avanti!, 11 agosto 1988).
Secondo un avvocato USA di 44 anni (consumatore quotidiano di cannabis), "la marijuana aveva reso possibile una attività sessuale "eccellente" anche negli ultimi anni del matrimonio, nonostante l'aumento delle tensioni e dei risentimenti" (cit. da Haas-Hendin 1987,p.339).
D'altra parte, la cannabis non ha un effetto specificamente afrodisiaco; vale a dire di eccitazione diretta sulla fisiologia del sesso; al contrario, a dosi forti (come avviene tipicamente per I'alcool) può avere un effetto negativo sull'orgasmo.
In linea generale, gli effetti farmacologici della cannabis rendono sconsigliabile il suo uso durante la guida dei veicoli. I livelli di rischio dell'uso di cannabis, in confronto a quelli dell'uso di alcool, sono stati oggetto di diverse ricerche. Generalmente, l'uso di alcool è risultato più pericoloso: questa sostanza infatti (diversamente dalla cannabis) determina un aumento dei tempi di reazione, della aggressività (e quindi della tendenza alla velocità) (cfr. NAS 1982, p.114). Al contrario, l'uso di cannabis induce generalmente a una minore velocità.
D'altra parte, diverse ricerche hanno riscontrato che gli effetti dell'uso congiunto di alcool e cannabis sono più rischiosi della somma di quelli di ciascuna delle due sostanze usate da sola. Poiché questo avviene spesso, è un rischio che va tenuto presente.
Come si è già accennato, l'alterazione della capacità di guida è strettamente limitata al periodo dell'intossicazione. E' quindi assolutamente priva di fondamento la pratica di togliere la patente a soggetti che fanno uso di cannabis sulla base dei test delle urine, che provano non lo stato di intossicazione in atto (al contrario, essi possono essere addirittura negativi al momento della intossicazione), ma una intossicazione nel passato: nel caso della cannabis, il test può risultare positivo anche un mese dopo l'ultima assunzione.

Le proprietà della sostanza che venivano utilizzate dalla medicina tradizionale asiatica, e nella medicina occidentale del secolo scorso, appartengono piuttosto all'ambito degli "psicolettici"; e queste stesse proprietà si stanno rivelando essenziali per alcuni usi terapeutici della cannabis che si sono affermati negli ultimi anni.
Un quadro complessivo degli effetti della cannabis viene delineato dalla tabella 1, relativa ad una ricerca eseguita a New York nel 1971 su 100 consumatori regolari (almeno 50 volte negli ultimi sei mesi).
La ricerca di Halikas et al riguardo soggetti giovani all'inizio degli anni 80; i soggetti tendono a riferire gli effetti che considerano più piacevoli o comunque più significativi.

EFFETTI SOGGETTIVI DELLA MARINUANA
(A= CONSUMATORI ABITUALI;   O = CONSUMATORI OCCASIONALI)
LE % INDICANO I SOGGETTI CHE HANNO PERCEPITO ABITUALMENTE (A),
OCCASIONALMENTE (O) I RELATIVI EFFETTI.



EFFETTO A 0
EUFORIA 82% 17%
RILASSAMENTO 79% 21%
PIU ACUTA PERCEZIONE DEI SUONI 76% 21%
PACE 74% 25%
AUMENTATA SENSIBILITÀ 74% 23%
AUMENTO DELLA FAME  72% 24%
RALLENTAMENTO DEL TEMPO 62% 35%
SETE   62% 32%
BOCCA E GOLA SECCHE                                             61% 38%
SENSO DI FLUTTUAZIONE 45% 49%
PIU LOQUACITÀ 37% 51%
FAME DI DOLCI                                                               37% 43%
TENDENZA AL RIDERE 36% 60%
AUMENTATA SENSIBILITÀ AL SESSO                     34% 59%
AUMENTATO DESIDERIO SESSUALE 33% 59%
(FONTE: GOODE 1972,r.51)


UNA TEORIA SUGLI EFFETTI DELLA CANNABIS
L'uso delle sostanze psicoattive è stato interpretato dal farmacologo canadese Ronald Siegel in termini di "bisogno primario" dell'umanità. Le droghe (che, legali o illegali, sono state universalmente usate) sarebbero "agenti adattogeni", che aiutano gli individui a far fronte ad una serie di esigenze esistenziali (cfr. Siegel 1989). Potremmo affermare che, a dispetto del diffuso stereotipo che equipara l'uso di droga a "fuga dalla realtà"(vale a dire dal "mondo esterno"), la "realtà" non è univoca, ma è mediata e condizionata da molti fattori; l'uso di droga, beninteso se controllato, influisce su questi fattori. Nel contesto di questo approccio, possiamo ritenere che l'effetto della cannabis abbia una specifica caratteristica: quello di "decondizionamento culturale". Per condizionamento culturale intendiamo un fenomeno per cui l'attività mentale si svolge attraverso schemi prefissati, assorbiti dall'educazione e dal contesto culturale, che sfuggono al controllo cosciente; essi si concretano in "modalità di interpretazione e di comunicazione" (cfr. Arnao 1982,P.60).
Questi condizionamenti hanno peraltro una loro funzione, laddove agevolano i rapporti degli individui nel contesto della attività "normale" e produttiva: Accade però spesso che vengano adottati in maniera automatica, al di fuori delle circostanze che li rendono necessari. L'automatismo si manifesta nella tendenza a riprodurre nel contesto delle attività ricreative, delle pause di riposo, moduli di comportamento che sono tipici dell'attività produttiva.
II concetto di "condizionamento culturale" è confermato dal fatto che una evasione temporanea e ciclica dai condizionamenti è una costante della condizione umana: in ogni cultura esistono momenti e luoghi in cui la gente "si lascia andare", o addirittura assume una identità diversa: è tipico il caso del Carnevale. Sul piano biologico, l'esigenza del decondizionamento è dimostrata dal fatto che la funzione del sonno come momento di recupero biologico è legata alla cosiddetta "fase REM", in cui avvengono i sogni: vale a dire che la funzione principale del sonno è legata ad un momento di attività mentale di tipo diverso da quella "normale" dello stato di veglia.
Gli effetti della cannabis sulle percezioni, sui riferimenti temporali, sull'attività mentale agiscono in direzione opposta a quella che instaura i condizionamenti.
L'effetto della cannabis, nella misura in cui elimina una serie di condizionamenti acquisiti con la crescita e l'adattamento alle esigenze della società; è stato accostato al recupero di una dimensione "infantile": [...] “l'adulto, sotto gli effetti della cannabis, percepisce il mondo con la meraviglia e la curiosità di un bambino; dettagli che sono normalmente ignorati catturano l'attenzione, i colori sembrano più chiari e più ricchi, e nuovi valori possono essere scoperti in opere d'arte che prima sembravano avere poco o punto significato..." (Grìnspoon-Bakalar 1993,p.141).
"Gli effetti che prediligo nel fumo sono: disponibilità al gioco, concentrazione calda e piacevole con qualsiasi cosa io stia facendo, senza farmi ossessionare dalle altre cose ancora da fare, insomma un rapporto con la realtà che mi ricorda in maniera precisa quello che avevo da bambino. Per me il fumo non fa "fuggire dalla realtà", ma mi permette di starci dentro libero da tutte le incrostazioni accumulate con l'età. Per questo trovo assurdo che fumino i giovanissimi" (testimonianza raccolta dall'autore)....


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IL POTENZIALE DELLA CANAPA COME CIBO

Quando si parla del potenziale commerciale della Canapa, la maggior parte della gente pensa al vestiario, ai tessuti, al cordame e simili. Anche se il seme di canapa è molto più nutriente di quello di soia in quasi tutti gli aspetti. Il Dottor Udo Erasmus, un’autorità sui grassi e gli oli alimentari, ha dichiarato l´olio di canapa quello “maggiormente bilanciato” per il suo alto contenuto ed il rapporto ottimale 1:3 dei due acidi grassi essenziali Omega-3 Linolenico (LNA) ed Omega-6 Linoleico (LA). Il suo profilo insolitamente ben bilanciato significa che si potrebbe usarlo tutta la vita senza mai soffrire da mancanza di Acidi Grassi Essenziali. E contiene anche l´Omega-6 Gamma Lonolenico (GLA) che lo rende unico tra gli oli commestibili (nessun altro olio da semi comuni contiene il GLA).
In parole povere, pensate agli Acidi Grassi Essenziali come ai grassi "buoni", e tutti gli altri come ai "cattivi". Questo concetto diventerà popolare nei mesi ed anni a venire attraverso i mass media. E quando lo sarà, il cibo a base di canapa e l´olio di canapa saranno in cima alla lista dei "grassi buoni", dato che sono l´80% degli Acidi Grassi Essenziali.(immediatamente seguiti dal Lino, la Primula, la Borraggine, ed altre fonti minori di acidi grassi essenziali. Ma mentre questi contengono uno o entrambi di tali acidi grassi, nessuno è paragonabile come quantità di entrambi più il GLA che contiene la canapa). Dato che la tendenza verso i "nutriceutici" (sostanze nutritive o cibo che prevengono malattie) continua, il crescente numero di consumatori sofisticati chiederà grassi "buoni" e salutari dal proprio cibo, e la canapa è nella miglior posizione per incontrare tale richiesta.
Il Punto di Fumo dell'olio di canapa è 165 C; il Punto Flash è 141 C; e il Punto di Fusione è -8 C. L'olio di canapa,ma anche la farina e i semi decorticati e non,  si possono trovare presso molti rivenditori di prodotti a base di canapa. Il seme e l'olio di canapa dovrebbero essere tenuti in luoghi bui, freschi ed asciutti.
L'olio può essere congelato ma non dovrebbe esser usato per friggere. Ha un naturale gusto molto piacevole, nocciolato, ed un colore verde dovuto alla clorofilla ricca di magnesio e al carotene.

Confronto Nutrizionale del Seme di Canapa con quello di Soia

PER 100 GRAMMI
SEME DI CANAPA
SEME DI SOIA
Proteine
24.5 g
34 g
Acido Linolenico
6 g
1.2 g
Acido Linoleico
18 g
8.75 g
rapporto LNA:LA
1:3
1:7 (ottimale 1:3)
GLA
0.5 g
nessuno
Fibra
35 g
4.5 g
Calcio
168 mg
190 mg
Fosforo
830 mg
470 mg
Ferro
18 mg
7 mg
Thiamina
0.9 mg
0.5 mg
Niacina
2.5 mg
2 mg
Riboflavina
1.1 mg
0.2 mg

Si fa notare che, al contrario del seme di canapa, il seme di soia soffre dei fattori anti-nutrizionali inibitori della tripsina (che impediscono l'assorbimento delle proteine) e degli oligosaccaridi (causano flatulenza). Inoltre, a causa di frequenti esposizioni alla soia e per altri motivi, una significativa porzione di popolazione è allergica alla soia, e non alla canapa.

Il seme di canapa è l'alimento vegetale con il più alto valore nutrizionale. In primo luogo ha un contenuto di proteine pari al 20-25 % : l’elevato contenuto di edestina, insieme con l’altra proteina globulare, l’albumina, fa in modo che tali proteine contengano tutti e nove gli amminoacidi essenziali in una combinazione proteica unica in tutto il mondo vegetale; fornendo così al nostro corpo la base su cui creare altre proteine come le immunoglobuline: anticorpi che respingono le infezioni prima ancora che arrivino i primi sintomi percepibili. Il seme di canapa presenta una frazione grassa (34-35%) di ottima qualità e di composizione equilibrata costituita, per il 70-75%, da una miscela di acidi grassi polinsaturi quali l’acido linoleico, l’acido linolenico ed il gammalinolenico (insostituibile, quest’ultimo, nel processo di sintesi delle prostaglandine, sostanze che regolano l’attività di numerose ghiandole, dei muscoli e dei ricettori nervosi).Secondo il medico nutrizionista Udo Erasmus - una vera autorità internazionale nel campo dei grassi e degli oli alimentari - quello di canapa è l’olio vegetale più bilanciato, grazie all’elevato contenuto ed al rapporto ottimale dei due acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6. Di gran rilievo anche il tenore dei carboidrati che gli conferisce un valore energetico elevato (516 Kcal per 100 g).Buona è anche la percentuale di fibra grezza e di sali minerali, tra cui prevalgono il ferro ed il fosforo. Considerevole anche la dotazione di vitamine A,E,PP,C, e del gruppo B, con l’esclusione della B 12. 

Per saperne di più su proteine e aminoacidi leggi il post Gli Aminoacidi e le Proteine - cosa sono, a cosa sevono e in quali alimenti si trovano.

Iniziare a produrre cibo a base di Canapa
Qui di seguito abbiamo una ricetta base per il latte di canapa. Naturalmente si dovranno aggiungere più semi per renderlo più denso, o meno per renderlo più liquido.

 
  2 tazze di semi di canapa
  una ciotola con capienza 6 tazze
  un colino
  acqua molto calda o bollente
  un frullatore (preferibilmente un Vita-Mix)
  una pezzuola di cotone o di canapa pulita, di circa 40*40 cm.
  guanti di gomma
  



Versate 2 tazze di semi di canapa nella ciotola capiente 6 tazze. Porre sotto al rubinetto e lasciare che l'acqua riempia la ciotola agitando i semi con la mano. Spingere verso il basso i semi che dovessero fluttuare, ma fate in modo da far uscire semi guasti, o altre impurità. Chiudete l'acqua e lasciare la ciotola a riposare in un luogo tiepido per 24 ore, poi sciacquare di nuovo i semi poi eliminare l'acqua vuotando i semi in un colino e lasciandoli scolare bene.



Versare i semi nel frullatore e riempire sino all'imboccatura con acqua calda o bollente, lasciando abbastanza spazio in alto per non far fuoriuscire il contenuto. (Per sicurezza coprire con uno strofinaccio). Frullare a bassa velocità, poi aumentare per 2 minuti. Mentre frullate, pulite ed asciugate la ciotola grande, mettetevi il colino, porvi all'interno la pezzuola di cotone o di canapa pulita e mettetevi i guanti di gomma.

Fermate il frullatore e versate lentamente il contenuto nel tessuto pulito lasciandone colare attraverso il liquido nella ciotola. Una volta che la maggior parte del liquido è passato nella ciotola, unire gli angoli della pezzuola e strizzare il contenuto facendo pressione al centro. Continuare a strizzare fino a quanto tutto il liquido è fuoriuscito. Il contenuto della pezzuola può essere utilizzato per fare dolci o hamburger (sì, saranno un po' come i fiocchi di avena). Il risultante liquido è latte di canapa fresco utilizzabile per bevande, gelato, yogurt, tofu, formaggio, salsina, crema o per sostituire il latte o altro liquido in una ricetta. Siate sicuri di raffreddarlo bene velocemente ponendolo in freezer per 1 ora. Il latte fresco di canapa ha un colore bianco o tendente al verde o grigiastro, ed ha un gusto piacevole. Va a male facilmente per cui tenetelo in frigorifero.

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