La Nestlè ha lanciato pochi giorni fa in Canada la proposta di creare
una “borsa mondiale dell’acqua”, soggetta alle stesse regole della
borsa per gli altri prodotti, che consentirebbe quindi a poche
multinazionali di avere il controllo completo sull’acqua che finisce
sulle nostre tavole, ma anche su quella che esce dal rubinetto, se
l’acqua venisse privatizzata.
Nestlè è l’azienda numero uno per il mercato mondiale delle acque
minerali, quindi la proposta non è per niente disinteressata…
(Solo in Italia sono parte del gruppo Nestlè le seguenti marche:
Claudia, Giara, Giulia, Levissima, Limpia, Lora Recoaro, Panna, Pejo,
Terrier, Pracastello, San Bernardo, San Pellegrino, Sandali, Tione,
Ulmeta, Vera.)
Se prima avevamo molti buoni motivi per andare a votare il referendum
del 12 e 13 giugno per evitare la privatizzazione degli acquedotti,
adesso ne abbiamo uno in più.
Ovviamente i media non ne parlano.... facciamolo noi.
Allego un paio di link alla notizia.
http://www.ilcambiamento.it/acque/nestle_borsa_acqua.html
http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=10859&IdModule=1
Knowledge is power
(La conoscenza è potere )
Questo blog nasce dall'interesse di creare un punto di raccolta di informazioni...quelle importanti! Sei in cerca di qualcosa lo so...dai un'occhiata............
venerdì 13 gennaio 2012
martedì 10 gennaio 2012
Basi e installazioni militari USA in Italia!!!
L'articolo proviene dal sito web http://www.iraqlibero.at
(le modifiche di layout, sono state necessarie per adattare il post al blog.)
elenco delle basi e installazioni militari degli USA in
Italia
Il meticoloso lavoro di ricerca è di A.B. Mariantoni,
mentre la mappa e alcuni commenti sono tratti dal sito
iraqlibero.at
Qui troverete invece un elenco delle basi militari USA intutto il mondo.
Qui troverete un articolo sulle novanta bombe atomiche che
si trovano attualmente sul nostro territorio.
Si consiglia la lettura degli articoli su "Armageddon:capire l'impero americano".
Le sigle
Usaf: aviazione
Navy: marina
Army: esercito
Nsa: National security agency [Agenzia di sicurezza
nazionale]
Setaf:
Southern european task force [Task force sudeuropea]
Elenco per Regioni
Trentino Alto Adige
1. Cima Gallina [Bz]. Stazione telecomunicazioni e radar
dell'Usaf.
2. Monte Paganella [Tn]. Stazione telecomunicazioni Usaf.
Friuli Venezia Giulia
3. Aviano [Pn]. La più grande base avanzata, deposito
nucleare e centro di telecomunicazioni dell'Usaf in Italia [almeno tremila
militari e civili americani ]. Nella base sono dislocate le forze operative
pronte al combattimento dell'Usaf [un gruppo di cacciabombardieri ] utilizzate
in passato nei bombardamenti in Bosnia. Inoltre la Sedicesima Forza
Aerea ed il Trentunesimo Gruppo da caccia dell'aviazione Usa, nonché uno
squadrone di F-18 dei Marines. Si presume che la base ospiti, in bunker
sotterranei la cui costruzione è stata autorizzata dal Congresso, bombe
nucleari. Nella base aerea di Aviano (Pordenone) sono permanentemente
schierate, dal 1994, la 31st Fighter Wing, dotata di due squadriglie di F-16
[nella guerra contro la
Jugoslavia nel 1999, effettuo' in 78 giorni 9.000 missioni di
combattimento: un vero e proprio record] e la 16th Air Force. Quest'ultima è
dotata di caccia F-16 e F-15, e ha il compito, sotto lo U. S. European Command,
di pianificare e condurre operazioni di combattimento aereo non solo
nell'Europa meridionale, ma anche in Medio Oriente e Nordafrica. Essa opera,
con un personale di 11.500 militari e civili, da due basi principali: Aviano,
dove si trova il suo quartier generale, e la base turca di Incirlik. Sara'
appunto quest'ultima la principale base per l'offensiva aerea contro l'Iraq del
nord, ma l'impiego degli aerei della 16th Air Force sara' pianificato e diretto
dal quartier generale di Aviano.
4. Roveredo [Pn]. Deposito armi Usa.
5. Rivolto [Ud]. Base USAF.
6. Maniago [Ud]. Poligono di tiro dell'Usaf.
7. San Bernardo [Ud]. Deposito munizioni dell'Us Army.
8. Trieste. Base navale Usa.
Veneto
9. Camp Ederle [Vi]. Quartier generale della Nato e comando
della Setaf della Us Army, che controlla le forze americane in Italia, Turchia
e Grecia. In questa base vi sono le forze da combattimento terrestri
normalmente in Italia: un battaglione aviotrasportato, un battaglione di
artiglieri con capacità nucleare, tre compagnie del genio. Importante stazione
di telecomunicazioni. I militari e i civili americani che operano a Camp Ederle
dovrebbero essere circa duemila.
10. Vicenza: Comando Setaf. Quinta Forza aerea tattica
[Usaf]. Probabile deposito di testate nucleari.
11. Tormeno [San Giovanni a Monte, Vi]. Depositi di armi e
munizioni.
12. Longare [Vi]. Importante deposito d'armamenti.
13. Oderzo [Tv]. Deposito di armi e munizioni
14. Codognè [Tv]. Deposito di armi e munizioni
15. Istrana [Tv]. Base Usaf.
16. Ciano [Tv]. Centro telecomunicazioni e radar Usa.
17. Verona. Air Operations Center [Usaf ]. e base Nato delle
Forze di Terra del Sud Europa; Centro di telecomunicazioni [Usaf].
18. Affi [Vr]. Centro telecomunicazioni Usa.
19. Lunghezzano [Vr]. Centro radar Usa.
20. Erbezzo [Vr]. Antenna radar Nsa.
21. Conselve [Pd ]. Base radar Usa.
22. Monte Venda [Pd]. Antenna telecomunicazioni e radar Usa.
23. Venezia. Base navale Usa.
24. Sant'Anna di Alfaedo [Pd]. Base radar Usa.
25. Lame di Concordia [Ve]. Base di telecomunicazioni e
radar Usa.
26. San Gottardo, Boscomantivo [Ve]. Centro
telecomunicazioni Usa.
27. Ceggia [Ve]. Centro radar Usa.
Lombardia
28. Ghedi [Bs]. Base dell'Usaf, stazione di comunicazione e
deposito di bombe nucleari.
29. Montichiari [Bs]. Base aerea [Usaf ].
30. Remondò
[Pv]. Base Us Army.
108. Sorico [Co]. Antenna Nsa.
Piemonte
31. Cameri [No]. Base aerea Usa con copertura Nato.
32. Candelo-Masazza [Vc]. Addestramento Usaf e Us Army,
copertura Nato.
Liguria
33. La
Spezia. Centro antisommergibili di Saclant [vedi 35 ].
34. Finale Ligure [Sv]. Stazione di telecomunicazioni della
Us Army.
35. San Bartolomeo [Sp]: Centro ricerche per la guerra
sottomarina. Composta da tre strutture. Innanzitutto il Saclant, una filiale
della Nato che non è indicata in nessuna mappa dell'Alleanza atlantica. Il
Saclant svolgerebbe non meglio precisate ricerche marine: in un dossier
preparato dalla federazione di Rifondazione Comunista si parla di
"occupazione di aree dello specchio d'acqua per esigenze militari dello
stato italiano e non [ricovero della VI flotta Usa]". Poi c'è Maricocesco,
un ente che fornisce pezzi di ricambio alle navi. E infine Mariperman, la Commissione permanente
per gli esperimenti sui materiali da guerra, composta da cinquecento persone e
undici istituti [dall'artiglieria, munizioni e missili, alle armi subacquee].
Emilia Romagna
36. Monte San Damiano [Pc]. Base dell'Usaf con copertura
Nato.
37. Monte Cimone [Mo]. Stazione telecomunicazioni Usa con
copertura Nato.
38. Parma. Deposito dell'Usaf con copertura Nato.
39. Bologna. Stazione di telecomunicazioni del Dipartimento
di Stato.
40. Rimini. Gruppo logistico Usa per l'attivazione di bombe
nucleari.
41. Rimini-Miramare. Centro telecomunicazioni Usa.
Marche
42. Potenza Picena [Mc]. Centro radar Usa con copertura
Nato.
Toscana
43. Camp Darby [Pi]. Il Setaf ha il più grande deposito
logistico del Mediterraneo [tra Pisa e Livorno], con circa 1.400 uomini, dove
si trova il 31st Munitions Squadron. Qui, in 125 bunker sotterranei, e'
stoccata una riserva strategica per l'esercito e l'aeronautica statunitensi,
stimata in oltre un milione e mezzo di munizioni. Strettamente collegato
tramite una rete di canali al vicino porto di Livorno, attraverso il Canale dei
Navicelli, è base di rifornimento delle unità navali di stanza nel Mediterraneo.
Ottavo Gruppo di supporto Usa e Base dell'US Army per l'appoggio alle forze
statunitensi al Sud del Po, nel Mediterraneo, nel Golfo, nell'Africa del Nord e
la Turchia.
44. Coltano [Pi]. Importante base Usa-Nsa per le
telecomunicazioni: da qui sono gestite tutte le informazioni raccolte dai
centri di telecomunicazione siti nel Mediterraneo. Deposito munizioni Us Army;
Base Nsa.
45. Pisa [aeroporto militare]. Base saltuaria dell'Usaf.
46. Talamone [Gr]. Base saltuaria dell'Us Navy.
47. Poggio Ballone [Gr]. Tra Follonica, Castiglione della
Pescaia e Tirli: Centro radar Usa con copertura Nato.
48. Livorno. Base navale Usa.
49. Monte Giogo [Ms]. Centro di telecomunicazioni Usa con
copertura Nato.
Sardegna
50. La
Maddalena - Santo Stefano [Ss]. Base atomica Usa, base di
sommergibili, squadra navale di supporto alla portaerei americana "Simon
Lake".
51. Monte Limbara [tra Oschiri e Tempio, Ss]. Base
missilistica Usa.
52. Sinis di Cabras [Or]. Centro elaborazioni dati [Nsa].
53. Isola di Tavolara [Ss]. Stazione radiotelegrafica di
supporto ai sommergibili della Us Navy.
54. Torre Grande di Oristano. Base radar Nsa.
55. Monte Arci [Or]. Stazione di telecomunicazioni Usa con
copertura Nato.
56. Capo Frasca [Or]. Eliporto ed impianto radar Usa.
57. Santulussurgiu [Or]. Stazione telecomunicazioni Usaf con
copertura Nato.
58. Perdasdefogu [Nu]. Base missilistica sperimentale.
59. Capo Teulada [Ca]. Da Capo Teulada a Capo Frasca [Or ],
all'incirca 100
chilometri di costa, 7.200 ettari di
terreno e più di 70 mila ettari di zone "off limits": poligono di
tiro per esercitazioni aeree ed aeronavali della Sesta flotta americana e della
Nato.
60. Cagliari. Base navale Usa.
61. Decimomannu [Ca]. Aeroporto Usa con copertura Nato.
62. Aeroporto di Elmas [Ca]. Base aerea Usaf.
63. Salto di Quirra [Ca]. poligoni missilistici.
64. Capo San Lorenzo [Ca]. Zona di addestramento per la Sesta flotta Usa.
65. Monte Urpino [Ca]. Depositi munizioni Usa e Nato.
Lazio
66. Roma. Comando per il Mediterraneo centrale della Nato e
il coordinamento logistico interforze Usa. Stazione Nato
67. Roma Ciampino [aeroporto militare]. Base saltuaria Usaf.
68. Rocca di Papa [Rm]. Stazione telecomunicazioni Usa con
copertura Nato, in probabile collegamento con le installazioni sotterranee di
Monte Cavo
69. Monte Romano [Vt]. Poligono saltuario di tiro dell'Us
Army.
70. Gaeta [Lt]. Base permanente della Sesta flotta e della
Squadra navale di scorta alla portaerei "La Salle ".
71. Casale delle Palme [Lt]. Scuola telecomunicazioni Nato
sotto controllo Usa.
Campania
72. Napoli. Comando del Security Force dei Marines. Base di
sommergibili Usa. Comando delle Forze Aeree Usa per il Mediterraneo. Porto
normalmente impiegato dalle unità civili e militari Usa. Si calcola che da
Napoli e Livorno transitino annualmente circa cinquemila contenitori di
materiale militare.
73. Aeroporto Napoli Capodichino. Base aerea Usaf.
74. Monte Camaldoli [Na]. Stazione di telecomunicazioni Usa.
75. Ischia [Na]. Antenna di telecomunicazioni Usa con
copertura Nato.
76. Nisida
[Na]. Base Us Army.
77. Bagnoli [Na]. Sede del più grande centro di
coordinamento dell'Us Navy di tutte le attività di telecomunicazioni, comando e
controllo del Mediterraneo.
78. Agnano [nelle vicinanze del famoso ippodromo]. Base
dell'Us Army.
80. Licola [Na]. Antenna di telecomunicazioni Usa.
81. Lago Patria [Ce]. Stazione telecomunicazioni Usa.
82. Giugliano [vicinanze del lago Patria, Na]. Comando
Statcom.
83. Grazzanise [Ce]. Base saltuaria Usaf.
84. Mondragone [Ce]: Centro di Comando Usa e Nato
sotterraneo antiatomico, dove verrebbero spostati i comandi Usa e Nato in caso
di guerra
85. Montevergine [Av]: Stazione di comunicazioni Usa.
Basilicata
79. Cirigliano [Mt]. Comando delle Forze Navali Usa in
Europa.
86. Pietraficcata [Mt]. Centro telecomunicazioni Usa e Nato.
Puglia
87. Gioia del Colle [Ba]. Base aerea Usa di supporto
tecnico.
88. Brindisi. Base navale Usa.
89. Punta della Contessa [Br]. Poligono di tiro Usa e Nato.
90. San Vito dei Normanni [Br]. Vi sarebbero di stanza un
migliaio di militari americani del 499° Expeditionary Squadron;.Base dei
Servizi Segreti. Electronics Security Group [Nsa ].
91. Monte Iacotenente [Fg]. Base del complesso radar Nadge.
92. Otranto. Stazione radar Usa.
93. Taranto. Base navale Usa. Deposito Usa e Nato.
94. Martinafranca [Ta]. Base radar Usa.
Calabria
95. Crotone. Stazione di telecomunicazioni e radar Usa e
Nato.
96. Monte Mancuso [Cz]. Stazione di telecomunicazioni Usa.
97. Sellia Marina [Cz]. Centro telecomunicazioni Usa con
copertura Nato.
Sicilia
98. Sigonella [Ct]. Principale base terrestre dell'Us Navy
nel Mediterraneo centrale, supporto logistico della Sesta flotta [circa 3.400
tra militari e civili americani ]. Oltre ad unità della Us Navy, ospita diversi
squadroni tattici dell'Usaf: elicotteri del tipo HC-4, caccia Tomcat F14 e A6
Intruder, gruppi di F-16 e F-111 equipaggiati con bombe nucleari del tipo B-43,
da più di 100 kilotoni l'una.
99. Motta S. Anastasia [Ct]. Stazione di telecomunicazioni
Usa.
100. Caltagirone [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa.
101. Vizzini [Ct]. Diversi depositi Usa. Nota: un
sottufficiale dell'aereonautica militare ci ha scritto, precisando che non vi
sono installazioni USA in questa base militare italiana.
102. Palermo Punta Raisi [aeroporto]. Base saltuaria
dell'Usaf.
103. Isola delle Femmine [Pa]. Deposito munizioni Usa e
Nato.
104. Comiso [Rg]. La base risulterebbe smantellata.
105. Marina di Marza [Rg]. Stazione di telecomunicazioni
Usa.
106. Augusta [Sr]. Base della Sesta flotta e deposito
munizioni.
107. Monte Lauro [Sr]. Stazione di telecomunicazioni Usa.
109. Centuripe [En]. Stazione di telecomunicazioni Usa.
110. Niscemi [Cl]. Base del NavComTelSta [comunicazione Us
Navy ].
111. Trapani. Base Usaf con copertura Nato.
112. Isola di Pantelleria [Tp]: Centro telecomunicazioni Us
Navy, base aerea e radar Nato.
113. Isola di Lampedusa [Ag]: Base della Guardia costiera
Usa. Centro d'ascolto e di comunicazioni Nsa.
questo articolo, ospitato
sul sito Kelebek, è tratto da iraqlibero.at.
Può essere riprodotto liberamente,
sia in formato elettronico che su carta, a condizione che
non si cambi nulla, che si specifichi la fonte - il sito web Iraqlibero http://www.iraqlibero.at - e che si pubblichi anche questa precisazione
Per gli articoli ripresi da altre fonti, si consultino i rispettivi siti o autori.
Può essere riprodotto liberamente,
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Leggi anche il post: IL BUSINES DELLE ARMI....ITALIANE !!!
INDIVIDUO E SOCIETÀ - La prima ed ultima libertà - Jiddù Krishnamurti
Il problema che sta di fronte a molti fra noi è se l'individuo sia semplicemente lo strumento della società, o ne costituisca il fine. Voi ed io, come individui, dobbiamo venir usati, diretti, educati, controllati, configurati secondo un certo schema dalla società e dal governo; oppure la società, lo stato, esistono per l'individuo? È l'individuo il fine della società; oppure egli è semplicemente una marionetta da istruire, sfruttare, macellare come strumento da guerra? Questo è il problema che sta di fronte a molti fra noi. È il problema del mondo; se l'individuo costituisca un meno strumento della società, balocco di influssi, da plasmare; o se la società esista per l'individuo.
Come lo risolverete? È un problema serio, non vi sembra? Se l'individuo è un mero strumento della società, allora la società è di gran lunga più importante dell'individuo. Se ciò è vero, allora dovremo rinunciare all'individualità e operare per la società; l'intero nostro sistema educativo va rivoluzionato e l'individuo trasformato in uno strumento da impiegare e poi distruggere, liquidare, togliere di mezzo. Ma se la società esiste per l'individuo, allora la funzione della società non è di costringerlo a conformarsi ad un qualunque schema, ma dargli il senso, l'urgenza della libertà. Così dovremo trovare quale delle due ipotesi sia falsa.
Come investighereste il problema? Perché è vitale: non siete d'accordo? Non dipende da nessuna ideologia, né di destra né di sinistra; e se ne dipende, allora è semplicemente questione di opinioni. Le idee nutrono sempre inimicizia, confusione, conflitto. Se dipendete da libri di destra o di sinistra, o da libri sacri, allora dipendete dalla pura opinione, sia essa di Buddha, di Cristo, del capitalismo, del comunismo o di quel che vi pare. Sono idee, non verità. Un fatto non si può mai negare; l'opinione sui fatti può negarsi. Se possiamo scoprire quale sia la verità della questione, dovremo esser capaci di agire in modo indipendente dalle opinioni. Non è dunque, necessario scartare quanto altri abbiano detto? L'opinione del politico di sinistra, o di altri leader, nasce dal loro condizionamento; perciò, se per compiere le vostre scoperte dipendete da quanto si trova nei libri, siete puramente legati all'opinione. Non è una questione di conoscenza.
In qual modo troveremo la verità rispetto al nostro problema? In base a ciò agiremo. Per trovare la verità, dovrete esser liberi rispetto a qualsiasi propaganda, il che significa poter esaminare il problema indipendentemente da qualsiasi opinione. Il compito dell'educazione consiste tutto nel ridestare l'individuo. Per constatare la verità in merito al nostro problema, dovrete essere estremamente chiari, il che significa che non potrete dipendere da alcuna guida. Quando scegliete una guida, lo fate perché siete confusi, e così anche i vostri leader lo sono, ed è appunto quanto sta accadendo nel mondo. Perciò non potrete guardare al vostro leader per trarne guida o aiuto.
Una mente che desideri intendere un problema non solo dovrà comprenderlo interamente, completamente; ma dovrà esser capace di seguirlo prontamente, perché un problema non è mai statico. Il problema è sempre nuovo, sia esso un problema di carestia e di fame, di psicologia, o di qualsiasi altro genere. Ogni crisi è sempre una crisi nuova; perciò, per intenderla, una mente dovrà sempre esser fresca, chiara, rapida nel seguire. Penso che molti fra noi si rendano conto dell'urgenza di una rivoluzione interiore, l'unica che potrà comportare una trasformazione radicale dell'esteriore, della società. È questo il problema di cui mi occupo io e tutte le persone di serie intenzioni. Come provocare una trasformazione fondamentale, radicale della società: questo è il nostro problema; e la trasformazione esteriore non potrà aver luogo senza una rivoluzione interiore. Poiché la società è sempre statica, qualsiasi azione, qualsiasi riforma venga attuata senza questa rivoluzione interiore sarà ugualmente statica; e dunque senza questa costante rivoluzione nell'intimo non vi è alcuna speranza, perché, senza di essa, l'azione esteriore diviene ripetitiva, abituale. L'effetto di una relazione tra voi ed un altro, tra voi e me, è società; e tale società diventa statica, non ha qualità vitalizzante, finché non vi sia questa costante rivoluzione intima, una trasformazione creativa, psicologica; ed è perché non esiste questa costante rivoluzione interiore che la società si irrigidisce sempre, si cristallizza, e perciò dev'essere continuamente spezzata.
Qual è la relazione tra voi e la miseria, la confusione, in voi e dentro di voi? Senza dubbio questa confusione, questa miseria, non è sorta da sola. Voi ed io l'abbiamo creata; non una società comunista o capitalista o fascista, bensì voi ed io, nei nostri rapporti l'uno con l'altro. Quel che siete dentro di voi si è proiettato fuori di voi, sul mondo; quel che voi siete, quel che voi pensate e sentite, quel che voi fate nella vostra esistenza di ogni giorno, si proietta all'esterno, e costituisce il mondo. Se siamo miserabili, confusi, caotici all'interno, per proiezione ciò diventa il mondo, diventa la società; perché il rapporto tra voi e me, tra me ed un altro è la società; la società è il prodotto delle nostre relazioni - e se le nostre relazioni sono confuse, egocentriche, meschine, limitate, nazionali, proiettiamo tutto questo e introduciamo il caos nel mondo.
Quel che voi siete, è il mondo. Così il vostro problema è il problema del mondo. Senza dubbio - non credete? - questo è un fatto semplice e fondamentale. Nei nostri rapporti con una persona o con molte sembra che, in qualche modo, si trascuri sempre questo punto. Vogliamo provocare alterazioni mediante un sistema o mediante una rivoluzione di idee e di valori fondati su un sistema, dimenticando che siamo voi ed io a creare la società, a provocare ordine o confusione a seconda del modo in cui viviamo. Perciò dovremo cominciare da vicino, cioè dovremo occuparci della nostra esistenza quotidiana, dei nostri pensieri e sentimenti e azioni quotidiane, che si rivelano nel nostro modo di guadagnarci la vita e nella nostra relazione con le idee o le fedi. Questa, non è vero? È la nostra esistenza quotidiana. Ci occupiamo della nostra sussistenza, di trovarci un lavoro, di guadagnare denaro; ci occupiamo delle nostre relazioni con la famiglia o i vicini e ci occupiamo di idee e di fedi. Ora, se esaminate ciò di cui ci occupiamo, vedrete che fondamentalmente si fonda sull'invidia, non è soltanto un mezzo per guadagnarsi da vivere. La società è costruita in modo da essere un processo di conflitto ininterrotto, di divenire ininterrotto; è basata sull'avidità, sull'invidia di chi è superiore a voi; è l'impiegato che vuol diventare direttore, il che mostra che egli non si occupa soltanto di guadagnarsi la vita, di avere i mezzi di sussistenza, ma di acquisire posizione e prestigio. Questo atteggiamento crea, naturalmente, disastri nella società, nelle relazioni; ma se voi ed io ci occupassimo soltanto della nostra sussistenza troveremmo i mezzi giusti per guadagnarcela; mezzi non fondati sull'invidia. L'invidia è uno dei fattori più distruttivi nelle relazioni fra gli uomini, perché denuncia il desiderio di potere, la lotta per una posizione, e in ultima analisi porta alla politica: l'una e l'altra sono strettamente legate. L'impiegato, quando si sforza di essere promosso direttore, diventa un fattore nella creazione di una politica di potere che conduce alla guerra: e dunque è responsabile direttamente della guerra.
Su che cosa si basano le nostre relazioni? La relazione tra voi e me, tra voi ed un altro - che è società - su che cosa si fonda? Sicuramente non sull'amore, per quanto se ne parli. Non è fondata sull'amore, perché se vi fosse amore vi sarebbe ordine, pace, felicità tra, voi e me. Ma in quel rapporto, tra voi e me, vi è una dose assai grande di cattiva volontà che assume la forma del rispetto. Se fossimo eguali, l'uno e l'altro, nel pensiero, nel sentimento, non vi sarebbe rispetto umano, non vi sarebbe cattiva volontà, perché saremmo due individui che si incontrano non come discepolo e maestro, non come un marito che domini la moglie, né come una moglie che domini il marito. Quando vi è cattiva volontà si ha una brama di dominio che fa sorgere gelosia, rabbia, passione, tutto ciò che, nella nostra relazione, crea un conflitto costante cui cerchiamo di sfuggire; e ciò produce ancor più caos e miseria.
Ora, per quanto riguarda le idee che sono parte della nostra esistenza quotidiana, dei nostri desideri e formulazioni, non sono forse esse appunto, che distorcono la nostra mente? Poiché: che cos'è la stupidità? La stupidità è conferire valori errati a quanto la mente crea, o a quanto la mano produce. Moltissimi tra i nostri pensieri scaturiscono dall'istinto di conservazione, non è così? Alle nostre idee, oh, a tantissime di esse, non si conferisce forse un significato errato, un significato che in sé non possiedono? Perciò quando crediamo in una qualche forma, sia essa religiosa, economica o sociale, quando crediamo in Dio, in un'idea, in un sistema sociale che separa l'uomo dall'uomo, nel nazionalismo e così via, senza dubbio conferiamo alla fede un significato errato, il che significa stupidità, perché la fede non unisce la gente, la divide. Così vediamo che, attraverso il modo in cui viviamo, possiamo determinare ordine o caos, pace o lotta, felicità o miseria.
Così il nostro problema, non vi pare? è se possa esistere una società statica, e nello stesso tempo un individuo nel quale si verifichi questa rivoluzione costante. Vale a dire, la rivoluzione nella società deve cominciare con la trasformazione interiore, psicologia dell'individuo. Molti di noi desiderano assistere ad una trasformazione radicale della struttura sociale. Qui sta tutta la battaglia che si sta combattendo nel mondo: provocare una rivoluzione sociale col sistema comunista o con altri mezzi. Ora, se vi è una rivoluzione sociale, è questa un'azione che riguarda la struttura esteriore dell'uomo; per quanto radicale possa essere tale rivoluzione, essa per sua stessa natura resterà statica se non vi sarà una rivoluzione all'interno dell'individuo, se non avrà luogo una trasformazione psicologica. Perciò per costruire una società che non sia ripetitiva, che non sia statica e disintegrante, una società continuamente viva, è del tutto imperativo che si abbia una rivoluzione nella struttura psicologica dell'individuo: poiché senza una rivoluzione interiore, psicologica, la mera trasformazione dell'esterno riveste ben scarso significato. Vale a dire, la società risulterà sempre cristallizzata, statica, e dunque sempre in via di disintegrazione. Qualunque sia la misura, e qualunque sia la saggezza, con cui si può promulgare una legislazione, la società si troverà sempre nel processo di decadimento perché la rivoluzione deve aver luogo all'interno, e non puramente all'esterno.
Penso sia importante comprenderlo; non sorvoliamo su ciò. L'azione esteriore, una volta compiuta, è finita, è statica; se la relazione tra gli individui, che è la società, non è il risultato di una rivoluzione interiore, allora la struttura sociale, essendo statica, assorbirà l'individuo e pertanto lo renderà egualmente statico, ripetitivo. Rendendosene conto, rendendosi conto del significato straordinario di ciò, non vi sarà questione di accordo o disaccordo. È un fatto che la società sempre si cristallizza e assorbe l'individuo; e che una rivoluzione continua, creativa, può verificarsi soltanto nell'individuo, non nella società, non all'esterno. Vale a dire che una rivoluzione creativa può aver luogo soltanto nelle relazioni individuali, che sono la società. Vediamo come la struttura della società attuale in Italia, in Europa, in America, in ogni parte del mondo stia rapidamente disintegrandosi; e lo sappiamo all'interno delle nostre stesse vite. Possiamo osservarlo non appena scendiamo in strada. Non ci occorrono grandi storici per dirci il fatto che la nostra società è in dissoluzione; e che occorrono nuovi architetti, nuovi costruttori per creare una società nuova. La struttura nuova va costruita su fondamenta nuove, su fatti e valori scoperti di fresco. Tali architetti non esistono ancora. Non vi sono costruttori, nessuno che, osservando, si renda conto del fatto che l'intera struttura va in rovina e che si trasformi dunque in architetto. È questo il nostro problema. Vediamo che la società si dissolve e si disintegra; e siamo noi, voi ed io, che dovremo esserne gli architetti. Voi ed io dovremo riscoprire i valori e costruire su basi più fondamentali, durevoli; perché se guardiamo agli architetti professionisti, ai costruttori politici e religiosi, ci troveremo precisamente nella medesima posizione di prima.
Poiché voi ed io non siamo creativi, abbiamo ridotto la società al caos; così voi ed io non siamo creativi, perché il problema è urgente; voi ed io dovremo essere consapevoli delle cause del collasso della società e creare una struttura nuova non fondata sulla pura imitazione, ma sul nostro intendimento creativo. Ora, ciò implica, non vi pare? un pensiero negativo. Il pensiero negativo è la forma più alta di intendimento. Cioè: per comprendere che cosa sia il pensiero creativo, dovremo affrontare il problema negativamente, perché un modo positivo di affrontarlo - che, cioè, voi ed io si divenga creativi per costruire una struttura nuova della società - sarebbe puramente imitativo. Per intendere che cosa stia crollando, dovremo investigarlo, esaminarlo negativamente: non in base ad uno schema positivo, ad una formula positiva, ad una conclusione positiva.
Perché la società crolla, rovina? e sicuramente lo fa. Una delle ragioni fondamentali è che l'individuo, tu, ha cessato di essere creativo. Chiarirò quel che intendo. Voi ed io siamo diventati imitativi; copiamo, sia all'interno che all'esterno. All'esterno, quando impariamo una tecnica, quando comunichiamo l'uno con l'altro a livello verbale, ovviamente dev'esservi in qualche grado un'imitazione, una copia. Io copio le parole. Per diventare ingegnere, dovrò anzitutto apprendere la tecnica, e quindi adoperarla per costruire un ponte. Nella tecnica esteriore occorre una certa dose di imitazione, di copia; quando però ve ne è all'interno, quando vi è imitazione psicologica, senza dubbio si cessa di essere creativi. La nostra educazione, la nostra struttura sociale, la nostra cosiddetta vita religiosa, sono tutte fondate sull'imitazione: vale a dire, io mi adatto ad una formula particolare, sociale o religiosa. Ho cessato di essere un individuo reale; psicologicamente, sono diventato una macchina puramente iterante; con certe risposte condizionate, siano esse quella indù, quella cristiana, quella buddista, quella tedesca o quella inglese. Le nostre risposte sono condizionate in funzione degli schemi della società, sia essa orientale oppure occidentale, religiosa oppure materialistica. Perciò, una delle cause fondamentali della disintegrazione della società è l'imitazione; ed uno dei fattori di disintegrazione è il leader, la cui vera essenza è l'imitazione.
Per intendere la natura di una società disintegrante, non è forse importante ricercare se voi ed io, l'individuo, possiamo essere creativi? Possiamo vedere che quando vi è imitazione dev'esservi necessariamente disintegrazione; quando vi è autorità è inevitabile copiare. E poiché tutta la nostra sovrastruttura mentale, psicologica, è fondata sull'autorità, occorre libertà rispetto all'autorità, per essere creativi. Non avete osservato che nei momenti di creatività, in quei momenti veramente felici di interesse vitale, non si ha senso di ripetizione, non si ha alcun senso di copia? Tali momenti sono sempre nuovi, freschi, creativi, felici. Così vediamo che una delle cause fondamentali della disintegrazione della società è l'imitazione: cioè il culto dell'autorità.
Come lo risolverete? È un problema serio, non vi sembra? Se l'individuo è un mero strumento della società, allora la società è di gran lunga più importante dell'individuo. Se ciò è vero, allora dovremo rinunciare all'individualità e operare per la società; l'intero nostro sistema educativo va rivoluzionato e l'individuo trasformato in uno strumento da impiegare e poi distruggere, liquidare, togliere di mezzo. Ma se la società esiste per l'individuo, allora la funzione della società non è di costringerlo a conformarsi ad un qualunque schema, ma dargli il senso, l'urgenza della libertà. Così dovremo trovare quale delle due ipotesi sia falsa.
Come investighereste il problema? Perché è vitale: non siete d'accordo? Non dipende da nessuna ideologia, né di destra né di sinistra; e se ne dipende, allora è semplicemente questione di opinioni. Le idee nutrono sempre inimicizia, confusione, conflitto. Se dipendete da libri di destra o di sinistra, o da libri sacri, allora dipendete dalla pura opinione, sia essa di Buddha, di Cristo, del capitalismo, del comunismo o di quel che vi pare. Sono idee, non verità. Un fatto non si può mai negare; l'opinione sui fatti può negarsi. Se possiamo scoprire quale sia la verità della questione, dovremo esser capaci di agire in modo indipendente dalle opinioni. Non è dunque, necessario scartare quanto altri abbiano detto? L'opinione del politico di sinistra, o di altri leader, nasce dal loro condizionamento; perciò, se per compiere le vostre scoperte dipendete da quanto si trova nei libri, siete puramente legati all'opinione. Non è una questione di conoscenza.
In qual modo troveremo la verità rispetto al nostro problema? In base a ciò agiremo. Per trovare la verità, dovrete esser liberi rispetto a qualsiasi propaganda, il che significa poter esaminare il problema indipendentemente da qualsiasi opinione. Il compito dell'educazione consiste tutto nel ridestare l'individuo. Per constatare la verità in merito al nostro problema, dovrete essere estremamente chiari, il che significa che non potrete dipendere da alcuna guida. Quando scegliete una guida, lo fate perché siete confusi, e così anche i vostri leader lo sono, ed è appunto quanto sta accadendo nel mondo. Perciò non potrete guardare al vostro leader per trarne guida o aiuto.
Una mente che desideri intendere un problema non solo dovrà comprenderlo interamente, completamente; ma dovrà esser capace di seguirlo prontamente, perché un problema non è mai statico. Il problema è sempre nuovo, sia esso un problema di carestia e di fame, di psicologia, o di qualsiasi altro genere. Ogni crisi è sempre una crisi nuova; perciò, per intenderla, una mente dovrà sempre esser fresca, chiara, rapida nel seguire. Penso che molti fra noi si rendano conto dell'urgenza di una rivoluzione interiore, l'unica che potrà comportare una trasformazione radicale dell'esteriore, della società. È questo il problema di cui mi occupo io e tutte le persone di serie intenzioni. Come provocare una trasformazione fondamentale, radicale della società: questo è il nostro problema; e la trasformazione esteriore non potrà aver luogo senza una rivoluzione interiore. Poiché la società è sempre statica, qualsiasi azione, qualsiasi riforma venga attuata senza questa rivoluzione interiore sarà ugualmente statica; e dunque senza questa costante rivoluzione nell'intimo non vi è alcuna speranza, perché, senza di essa, l'azione esteriore diviene ripetitiva, abituale. L'effetto di una relazione tra voi ed un altro, tra voi e me, è società; e tale società diventa statica, non ha qualità vitalizzante, finché non vi sia questa costante rivoluzione intima, una trasformazione creativa, psicologica; ed è perché non esiste questa costante rivoluzione interiore che la società si irrigidisce sempre, si cristallizza, e perciò dev'essere continuamente spezzata.
Qual è la relazione tra voi e la miseria, la confusione, in voi e dentro di voi? Senza dubbio questa confusione, questa miseria, non è sorta da sola. Voi ed io l'abbiamo creata; non una società comunista o capitalista o fascista, bensì voi ed io, nei nostri rapporti l'uno con l'altro. Quel che siete dentro di voi si è proiettato fuori di voi, sul mondo; quel che voi siete, quel che voi pensate e sentite, quel che voi fate nella vostra esistenza di ogni giorno, si proietta all'esterno, e costituisce il mondo. Se siamo miserabili, confusi, caotici all'interno, per proiezione ciò diventa il mondo, diventa la società; perché il rapporto tra voi e me, tra me ed un altro è la società; la società è il prodotto delle nostre relazioni - e se le nostre relazioni sono confuse, egocentriche, meschine, limitate, nazionali, proiettiamo tutto questo e introduciamo il caos nel mondo.
Quel che voi siete, è il mondo. Così il vostro problema è il problema del mondo. Senza dubbio - non credete? - questo è un fatto semplice e fondamentale. Nei nostri rapporti con una persona o con molte sembra che, in qualche modo, si trascuri sempre questo punto. Vogliamo provocare alterazioni mediante un sistema o mediante una rivoluzione di idee e di valori fondati su un sistema, dimenticando che siamo voi ed io a creare la società, a provocare ordine o confusione a seconda del modo in cui viviamo. Perciò dovremo cominciare da vicino, cioè dovremo occuparci della nostra esistenza quotidiana, dei nostri pensieri e sentimenti e azioni quotidiane, che si rivelano nel nostro modo di guadagnarci la vita e nella nostra relazione con le idee o le fedi. Questa, non è vero? È la nostra esistenza quotidiana. Ci occupiamo della nostra sussistenza, di trovarci un lavoro, di guadagnare denaro; ci occupiamo delle nostre relazioni con la famiglia o i vicini e ci occupiamo di idee e di fedi. Ora, se esaminate ciò di cui ci occupiamo, vedrete che fondamentalmente si fonda sull'invidia, non è soltanto un mezzo per guadagnarsi da vivere. La società è costruita in modo da essere un processo di conflitto ininterrotto, di divenire ininterrotto; è basata sull'avidità, sull'invidia di chi è superiore a voi; è l'impiegato che vuol diventare direttore, il che mostra che egli non si occupa soltanto di guadagnarsi la vita, di avere i mezzi di sussistenza, ma di acquisire posizione e prestigio. Questo atteggiamento crea, naturalmente, disastri nella società, nelle relazioni; ma se voi ed io ci occupassimo soltanto della nostra sussistenza troveremmo i mezzi giusti per guadagnarcela; mezzi non fondati sull'invidia. L'invidia è uno dei fattori più distruttivi nelle relazioni fra gli uomini, perché denuncia il desiderio di potere, la lotta per una posizione, e in ultima analisi porta alla politica: l'una e l'altra sono strettamente legate. L'impiegato, quando si sforza di essere promosso direttore, diventa un fattore nella creazione di una politica di potere che conduce alla guerra: e dunque è responsabile direttamente della guerra.
Su che cosa si basano le nostre relazioni? La relazione tra voi e me, tra voi ed un altro - che è società - su che cosa si fonda? Sicuramente non sull'amore, per quanto se ne parli. Non è fondata sull'amore, perché se vi fosse amore vi sarebbe ordine, pace, felicità tra, voi e me. Ma in quel rapporto, tra voi e me, vi è una dose assai grande di cattiva volontà che assume la forma del rispetto. Se fossimo eguali, l'uno e l'altro, nel pensiero, nel sentimento, non vi sarebbe rispetto umano, non vi sarebbe cattiva volontà, perché saremmo due individui che si incontrano non come discepolo e maestro, non come un marito che domini la moglie, né come una moglie che domini il marito. Quando vi è cattiva volontà si ha una brama di dominio che fa sorgere gelosia, rabbia, passione, tutto ciò che, nella nostra relazione, crea un conflitto costante cui cerchiamo di sfuggire; e ciò produce ancor più caos e miseria.
Ora, per quanto riguarda le idee che sono parte della nostra esistenza quotidiana, dei nostri desideri e formulazioni, non sono forse esse appunto, che distorcono la nostra mente? Poiché: che cos'è la stupidità? La stupidità è conferire valori errati a quanto la mente crea, o a quanto la mano produce. Moltissimi tra i nostri pensieri scaturiscono dall'istinto di conservazione, non è così? Alle nostre idee, oh, a tantissime di esse, non si conferisce forse un significato errato, un significato che in sé non possiedono? Perciò quando crediamo in una qualche forma, sia essa religiosa, economica o sociale, quando crediamo in Dio, in un'idea, in un sistema sociale che separa l'uomo dall'uomo, nel nazionalismo e così via, senza dubbio conferiamo alla fede un significato errato, il che significa stupidità, perché la fede non unisce la gente, la divide. Così vediamo che, attraverso il modo in cui viviamo, possiamo determinare ordine o caos, pace o lotta, felicità o miseria.
Così il nostro problema, non vi pare? è se possa esistere una società statica, e nello stesso tempo un individuo nel quale si verifichi questa rivoluzione costante. Vale a dire, la rivoluzione nella società deve cominciare con la trasformazione interiore, psicologia dell'individuo. Molti di noi desiderano assistere ad una trasformazione radicale della struttura sociale. Qui sta tutta la battaglia che si sta combattendo nel mondo: provocare una rivoluzione sociale col sistema comunista o con altri mezzi. Ora, se vi è una rivoluzione sociale, è questa un'azione che riguarda la struttura esteriore dell'uomo; per quanto radicale possa essere tale rivoluzione, essa per sua stessa natura resterà statica se non vi sarà una rivoluzione all'interno dell'individuo, se non avrà luogo una trasformazione psicologica. Perciò per costruire una società che non sia ripetitiva, che non sia statica e disintegrante, una società continuamente viva, è del tutto imperativo che si abbia una rivoluzione nella struttura psicologica dell'individuo: poiché senza una rivoluzione interiore, psicologica, la mera trasformazione dell'esterno riveste ben scarso significato. Vale a dire, la società risulterà sempre cristallizzata, statica, e dunque sempre in via di disintegrazione. Qualunque sia la misura, e qualunque sia la saggezza, con cui si può promulgare una legislazione, la società si troverà sempre nel processo di decadimento perché la rivoluzione deve aver luogo all'interno, e non puramente all'esterno.
Penso sia importante comprenderlo; non sorvoliamo su ciò. L'azione esteriore, una volta compiuta, è finita, è statica; se la relazione tra gli individui, che è la società, non è il risultato di una rivoluzione interiore, allora la struttura sociale, essendo statica, assorbirà l'individuo e pertanto lo renderà egualmente statico, ripetitivo. Rendendosene conto, rendendosi conto del significato straordinario di ciò, non vi sarà questione di accordo o disaccordo. È un fatto che la società sempre si cristallizza e assorbe l'individuo; e che una rivoluzione continua, creativa, può verificarsi soltanto nell'individuo, non nella società, non all'esterno. Vale a dire che una rivoluzione creativa può aver luogo soltanto nelle relazioni individuali, che sono la società. Vediamo come la struttura della società attuale in Italia, in Europa, in America, in ogni parte del mondo stia rapidamente disintegrandosi; e lo sappiamo all'interno delle nostre stesse vite. Possiamo osservarlo non appena scendiamo in strada. Non ci occorrono grandi storici per dirci il fatto che la nostra società è in dissoluzione; e che occorrono nuovi architetti, nuovi costruttori per creare una società nuova. La struttura nuova va costruita su fondamenta nuove, su fatti e valori scoperti di fresco. Tali architetti non esistono ancora. Non vi sono costruttori, nessuno che, osservando, si renda conto del fatto che l'intera struttura va in rovina e che si trasformi dunque in architetto. È questo il nostro problema. Vediamo che la società si dissolve e si disintegra; e siamo noi, voi ed io, che dovremo esserne gli architetti. Voi ed io dovremo riscoprire i valori e costruire su basi più fondamentali, durevoli; perché se guardiamo agli architetti professionisti, ai costruttori politici e religiosi, ci troveremo precisamente nella medesima posizione di prima.
Poiché voi ed io non siamo creativi, abbiamo ridotto la società al caos; così voi ed io non siamo creativi, perché il problema è urgente; voi ed io dovremo essere consapevoli delle cause del collasso della società e creare una struttura nuova non fondata sulla pura imitazione, ma sul nostro intendimento creativo. Ora, ciò implica, non vi pare? un pensiero negativo. Il pensiero negativo è la forma più alta di intendimento. Cioè: per comprendere che cosa sia il pensiero creativo, dovremo affrontare il problema negativamente, perché un modo positivo di affrontarlo - che, cioè, voi ed io si divenga creativi per costruire una struttura nuova della società - sarebbe puramente imitativo. Per intendere che cosa stia crollando, dovremo investigarlo, esaminarlo negativamente: non in base ad uno schema positivo, ad una formula positiva, ad una conclusione positiva.
Perché la società crolla, rovina? e sicuramente lo fa. Una delle ragioni fondamentali è che l'individuo, tu, ha cessato di essere creativo. Chiarirò quel che intendo. Voi ed io siamo diventati imitativi; copiamo, sia all'interno che all'esterno. All'esterno, quando impariamo una tecnica, quando comunichiamo l'uno con l'altro a livello verbale, ovviamente dev'esservi in qualche grado un'imitazione, una copia. Io copio le parole. Per diventare ingegnere, dovrò anzitutto apprendere la tecnica, e quindi adoperarla per costruire un ponte. Nella tecnica esteriore occorre una certa dose di imitazione, di copia; quando però ve ne è all'interno, quando vi è imitazione psicologica, senza dubbio si cessa di essere creativi. La nostra educazione, la nostra struttura sociale, la nostra cosiddetta vita religiosa, sono tutte fondate sull'imitazione: vale a dire, io mi adatto ad una formula particolare, sociale o religiosa. Ho cessato di essere un individuo reale; psicologicamente, sono diventato una macchina puramente iterante; con certe risposte condizionate, siano esse quella indù, quella cristiana, quella buddista, quella tedesca o quella inglese. Le nostre risposte sono condizionate in funzione degli schemi della società, sia essa orientale oppure occidentale, religiosa oppure materialistica. Perciò, una delle cause fondamentali della disintegrazione della società è l'imitazione; ed uno dei fattori di disintegrazione è il leader, la cui vera essenza è l'imitazione.
Per intendere la natura di una società disintegrante, non è forse importante ricercare se voi ed io, l'individuo, possiamo essere creativi? Possiamo vedere che quando vi è imitazione dev'esservi necessariamente disintegrazione; quando vi è autorità è inevitabile copiare. E poiché tutta la nostra sovrastruttura mentale, psicologica, è fondata sull'autorità, occorre libertà rispetto all'autorità, per essere creativi. Non avete osservato che nei momenti di creatività, in quei momenti veramente felici di interesse vitale, non si ha senso di ripetizione, non si ha alcun senso di copia? Tali momenti sono sempre nuovi, freschi, creativi, felici. Così vediamo che una delle cause fondamentali della disintegrazione della società è l'imitazione: cioè il culto dell'autorità.
Testo tratto dal libro " La prima ed ultima libertà"
Copywrite
1954 Krishnamurti Writings, inc., Ojai , U.S.A.
1969 Casa Editrice Astrolabio - Ubaldini Editore, Roma
martedì 3 gennaio 2012
SULL' AMORE - La prima ed ultima libertà - Jiddù Krishnamurti
Domanda:
Che cosa intende per amore?
Krishnamurti: Scopriremo, mediante l'intendimento, che cosa
l'amore non è, perché, essendo l'amore ignoto, dobbiamo giungervi scartando il
noto. L'ignoto non potrà venire scoperto da una mente ricolma del noto. Ciò che
stiamo per fare è scoprire i valori del noto, contemplare il noto; quando viene
contemplato con purezza, senza condanna, la mente se ne libera; e allora
sapremo che cosa sia l'amore. Perciò, è necessario accostarci all'amore
negativamente, non positivamente.
Che cos'è
l'amore per la maggior parte di noi? Quando diciamo di amare qualcuno, che cosa
intendiamo? Intendiamo che possediamo quella persona. Da tale possesso nasce
gelosia, poiché se perdo lui o lei, che cosa accade? Mi sento vuoto, perduto; e
perciò legalizzo il mio possesso; tengo lui, o lei. Dal prendere, dal possedere
questa persona, nascono la gelosia, la paura e tutti i conflitti innumerevoli
che dal possesso scaturiscono. Senza dubbio un tale possesso non è amore: non
vi pare?
Ovviamente l'amore non è sentimento. Essere sentimentali,
essere emotivi, non è amore, poiché il sentimentalismo e l'emozione sono pure
sensazioni. Una persona religiosa che pianga su Gesù e su Krishna, sul suo guru
o su qualcun altro, è puramente sentimentale, ed emotiva. Indulge alle proprie
sensazioni, il che è un processo del pensiero non è amore. Il pensiero risulta
dalla sensazione, così che chi sia sentimentale, emotivo, non è possibile
conosca l'amore. E ancora: non siamo noi emotivi e sentimentali? Il
sentimentalismo, l'emotività, altro non sono se non una forma di auto
espansione. Esser colmi di emozione ovviamente non è amore, poiché una persona
sentimentale può essere crudele quando non si corrisponde ai suoi sentimenti,
quando i suoi sentimenti non hanno sfogo. Una persona emotiva può essere spinta
all'odio, alla guerra, al massacro. Chi sia sentimentale, pieno di lacrime per
la sua religione, sicuramente non possiede amore. Il perdono è amore? Che cosa
è implicito nel perdono? Voi mi insultate ed io mi risentisco, me lo ricordo;
allora, in seguito sia alla costrizione che al pentimento, dico: "Ti
perdono". In un primo tempo mi ricordo; poi respingo. Che cosa significa
ciò? Che io resto pur sempre la figura centrale. Io resto importante, sono io che
sto perdonando qualcuno. Finché sussisterà l'atteggiamento di perdonare, sarò
io che sarò importante, e non l'uomo che, si suppone, mi ha insultato. Cosi
quando accumulo risentimento e quindi lo rinnego, il che voi chiamate perdono,
ciò non è amore. Chi ama ovviamente non ha inimicizia ed è perfettamente
indifferente a tutte queste cose. La simpatia, il perdono, la relazione del
possesso, la gelosia ed il timore: tutte queste cose non sono amore.
Appartengono tutte alla mente, non è così? Finché la mente resta l'arbitro, non
vi è amore, perché la mente arbitra soltanto mediante il possesso, e il suo
arbitrato è puramente possesso in forme diverse. La mente potrà soltanto
corrompere l'amore, non potrà farlo nascere, non potrà conferirgli bellezza. Si
può scrivere una poesia sull'amore, ma ciò non è amore. Ovviamente non vi è amore quando non vi è rispetto reale,
quando non rispettate l'altro, sia egli il vostro servo o il vostro amico. Non
avete notato che non siete rispettosi, gentili, generosi con i vostri servi,
con le persone che, si dice, stanno "sotto" di voi? Voi rispettate
chi sta al di sopra di voi, il vostro capo, il miliardario, l'uomo che possiede
un'enorme casa ed ha un titolo, l'uomo che può darvi una posizione migliore, un
lavoro migliore, dal quale possiate ottenere qualcosa. Ma prendete a calci
coloro che stanno sotto di voi, per loro scegliete un linguaggio speciale.
Perciò ove non c'è rispetto, non c'è amore; ove non c'è misericordia, pietà,
perdono, non c'è amore. E poiché la maggior parte di noi si trova in questa
condizione, ebbene, noi non abbiamo l'amore. Non siamo né rispettosi né
misericordiosi né generosi. Siamo possessivi, colmi di sentimentalismo e di
emotività che possono prendere qualsiasi strada; uccidere, massacrare o unificarsi
in base a qualche intento folle e ignorante. Cosi, come potrebbe esservi amore?
Potrete conoscere l'amore soltanto quanto tutto ciò sarà
finito, soltanto quando non possiederete, quando non sarete meramente emotivi,
con la vostra devozione ad un oggetto. Tale devozione è una supplica, cerca
qualche cosa in forme diverse. Chi prega non conosce l'amore. Perché siete
possessivi, perché perseguite un fine, un risultato, attraverso la devozione,
la preghiera, il che vi rende sentimentali ed emotivi, naturalmente non vi è
amore; ovviamente non c'è amore quando non c'è rispetto. Potete dirmi che
nutrite rispetto, ma il vostro rispetto è per chi vi è superiore, è
semplicemente il rispetto che nasce dal desiderare qualcosa, è il rispetto
della paura. Se veramente sentiste rispetto, lo sentireste per gli inferiori
come per coloro che chiamate i superiori; ma non avendolo, non vi è amore.
Quanto pochi fra noi sono generosi, misericordiosi, quanto pochi perdonano!
Siete generosi quando ciò vi conviene, siete misericordiosi quando potete
aspettarvi qualche cosa in cambio. Quando tali cose scompaiono, quando tali
cose non occupano più la vostra mente, e le cose della mente non riempiono il
vostro cuore, allora vi è amore; e solo l'amore può trasformare la presente
follia ed insania nel mondo: non i sistemi, non le teorie, né di destra né di
sinistra. Amerete realmente quando non sarete invidiosi né avidi, quando
nutrirete rispetto, quando sentirete misericordia e compassione, quando avrete
considerazione per vostra moglie, i vostri figli ed il vostro vicino, e i
vostri meno fortunati servi. All'amore non si può pensare, l'amore non si può coltivare,
l'amore non si può praticare. La pratica dell'amore, la pratica della
fraternità, resta pur sempre nell'ambito della mente, e perciò non è amore.
Quando tutto questo è giunto a termine, nasce l'amore, e solo allora saprete
che cos'è l'amore. Dunque l'amore non è quantitativo, ma qualitativo. Voi non
dite: "amo tutto il mondo"; ma quando saprete come amare una sola
persona, saprete come amare tutti. Ma poiché non sappiamo come amare una sola
persona, il nostro amore per l'umanità è fallace. Quando si ama, non è
questione di uno o di molti; vi è soltanto l'amore. Soltanto quando vi è amore
tutti i nostri problemi potranno risolversi, e soltanto allora potremo
conoscerne la beatitudine e felicità.
Testo tratto dal libro " La prima ed ultima libertà"
Copywrite
1954 Krishnamurti Writings, inc., Ojai , U.S.A.
1969 Casa Editrice Astrolabio - Ubaldini Editore, Roma
venerdì 30 dicembre 2011
SUL SESSO - La prima ed ultima libertà - Jiddù Krishnamurti
Domanda:
Sappiamo che il sesso è un’esigenza fisica e psicologica, cui non si può sfuggire, e che esso sembra costituire la causa radicale del caos nella vita personale della nostra generazione. In qual modo si dovrà affrontare questo problema?
Krishnamurti:
Perché mai, qualsiasi argomento tocchiamo, troviamo un problema? Abbiamo fatto un problema di Dio, abbiamo fatto un problema dell'amore, abbiamo fatto della relazione, del vivere un problema, e un problema abbiamo fatto del sesso. Perché? Perché qualsiasi cosa facciamo è un problema, un orrore? Perché soffriamo? Perché il sesso è diventato un problema? Perché ci assoggettiamo a vivere con tutti questi problemi, perché non vi poniamo termine? Perché non uccidiamo i nostri problemi anziché trascinarceli giorno dopo giorno, anno dopo anno? Senza dubbio il sesso è una questione di rilievo, ma vi è la questione primaria: perché trasformiamo la vita in un problema? Il lavoro, il sesso, il guadagnarsi il pane, il pensare, il sentire, lo sperimentare - ebbene, tutta faccenda del vivere - perché tutto ciò è un problema? Non è forse perché pensiamo sempre da un punto di vista particolare, fisso? Pensiamo sempre partendo da un centro verso la periferia, ma la periferia, per la maggior parte di noi, è lo stesso centro, e così qualsiasi cosa tocchiamo è superficiale. Ma la vita non è superficiale; essa esige che si viva completamente, e proprio perché non viviamo che superficialmente, conosciamo soltanto reazioni superficiali. Qualsiasi cosa si faccia in periferia, creerà inevitabilmente un problema, e questa è la nostra vita: viviamo alla superficie, e siamo contenti di viverci, con tutti i problemi che la superficie comporta. I problemi esisteranno finché vivremo in superficie, alla periferia, essendo la periferia il "me" e le sue sensazioni, che possono venir esternate e rese soggettive, che possono identificarsi con l'universo, con la patria e con qualsiasi altra cosa che la mente fabbrichi.
Finché vivremo entro il campo della mente vi saranno complicazioni, e dovranno esservi problemi: questo è tutto ciò che sappiamo. La mente è sensazione, la mente è il risultato di sensazioni e reazioni accumulate, e tutto ciò che essa tocca è destinato a creare miseria, confusione, problemi senza fine. La mente è la causa reale dei nostri problemi, la mente che opera meccanicamente notte e giorno, consciamente od inconsciamente. La mente è una cosa estremamente superficiale, ed abbiamo passato generazioni intere, spendiamo le nostre intere vite, coltivando la mente, rendendola sempre più abile, sempre più sottile, sempre più astuta, sempre più disonesta e tortuosa, il che è evidente in tutte le attività della nostra vita. La natura stessa della nostra mente è di essere disonesta, tortuosa, incapace di affrontare i fatti, ed è questo che crea i problemi: è di questo che consiste il problema in se stesso.
Che cosa intendiamo col problema del sesso? Si tratta dell'atto sessuale, o di un pensiero circa l'atto? Senza dubbio non si tratta dell'atto. L'atto sessuale per me non è un problema, non più che mangiare, ma se pensate circa il mangiare e qualsiasi altra cosa tutto il giorno, perché non avete altro da pensare, diventerà un problema. È l'atto sessuale il problema, ovvero il pensiero circa l'atto? Perché pensate ad esso? Perché vi costruite sopra, il che state ovviamente facendo? I cinematografi, le riviste, i romanzi, il modo in cui vestono le donne, tutto contribuisce a costruire il vostro pensiero sul sesso. Perché la mente lo costruisce, perché mai la mente pensa al sesso? Perché è divenuto un argomento fondamentale della vostra vita? Mentre tante cose chiedono, esigono la vostra attenzione, voi la dedicate completamente al pensiero del sesso. Che cosa accade, perché le vostre menti ne sono tanto occupate? Perché è un modo di evadere definitivamente, non è così? È un modo di dimenticarsi completamente. Per un momento, almeno in quell'istante, potete dimenticar voi stessi, e non vi è altro modo per dimenticare voi stessi. Qualsiasi altra cosa facciate nella vita accentua il "me", il sé. I vostri affari, la religione, gli dei, i vostri capi, i vostri atti economici e politici, le vostre evasioni, le vostre attività sociali, il vostro aggregarvi ad un partito e respingerne un altro, tutto ciò accentua e rafforza il "me". Vale a dire, vi è soltanto un atto nel quale non si accentua il "me", e pertanto quell'atto diventa un problema, non è così? Quando esiste soltanto un'unica cosa nella vostra vita, che è la strada per l'ultima evasione, per il completo dimenticar se stessi, sia pure per pochi secondi, vi aggrappate ad essa, perché è quell'unico momento nel quale si è felici. Qualsiasi altro argomento tocchiate diviene un incubo, una fonte di sofferenza e di pena, così vi aggrappate all'unica cosa che vi offre completa dimenticanza di voi stessi, che voi chiamate felicità. Ma quando vi aggrappate ad essa, anch'essa diviene incubo, poiché allora desiderate liberarvene, non intendete esserne schiavi. Così inventate, partendo pur sempre dalla mente, l'idea della castità, del celibato, e cercate di restare casti, di essere celibi, mediante la soppressione: operazioni tutte della mente, fatte per tagliarvi fuori dal fatto. Anche questo produce un'accentuazione particolare del "me", che si sforza di diventare qualche cosa, e così di nuovo siete catturati dal turbamento, dal travaglio, dallo sforzo, dal dolore.
Il sesso diviene un problema straordinariamente difficile e complesso finché non si comprende la mente che pensa circa il problema. L'atto in se stesso non potrà mai essere un problema; esso è creato dal pensiero circa l'atto. L'atto lo salvaguardate; vivete liberamente, oppure vi rassegnate al matrimonio, trasformando così vostra moglie in una prostituta che sotto ogni apparenza è estremamente rispettabile, e siete soddisfatti delle cose come stanno. Senza dubbio il problema sarà risolto soltanto quando comprenderete l'intero processo e l'intera struttura del "me" e del "mio": mia moglie, mio figlio, i miei beni, la mia macchina, le mie conquiste, il mio successo; finché non comprenderete e risolverete tutto ciò, resterà il problema del sesso. Finché sarete ambiziosi, politicamente, religiosamente o in qualsiasi altro modo, finché sottolineerete il sé, sottolineerete colui che pensa, colui che sperimenta, nutrendolo di ambizione sia in nome di voi stessi che in nome del vostro paese, del vostro partito o di un'idea che chiamate religiosa; finché esisterà questa attività di auto-espansione, continuerete ad avere un problema sessuale. Da un lato vi create, vi nutrite, vi espandete, dall'altro cercate di dimenticarvi, di perdervi, sia pure per un solo istante. Come possono esistere insieme le due cose? La vostra vita è una contraddizione; sottolineare il "me", e dimenticare, insieme, il "me". Il sesso non è un problema; il problema è invece questa contraddizione nella vostra vita; e la contraddizione non potrà venir superata dalla mente, poiché la mente stessa è contraddizione. La contraddizione potrà venir capita soltanto quando comprenderete pienamente l'intero processo della vostra esistenza quotidiana. Andare al cinema e guardare donne sullo schermo, leggere libri che ne stimolano il pensiero, guardare le riviste con le loro figure seminude, il vostro modo di guardare le donne, le pupille furtive che incontrano le vostre: tutte queste cose incoraggiano la mente per vie devianti a sottolineare il sé; e nello stesso tempo voi cercate di essere gentili, amorevoli, teneri. Le due cose non possono stare insieme. Chi sia ambizioso, spiritualmente o in altro modo, non sarà mai privo di problemi, poiché i problemi cesseranno soltanto quando si dimenticherà il sé, quando il "me" non esisterà, e tale condizione di non-esistenza del sé non è un atto di volontà, non è una pura reazione. Il sesso diventa una reazione; quando la mente cerca di risolvere il problema, non fa che renderlo più confuso, più penoso, più conturbante. Non è l'atto il problema, ma la mente; la mente che dice di voler essere casta... La castità non appartiene alla mente. La mente può soltanto sopprimere le proprie attività, e la soppressione non è la castità. La castità non è una virtù, la castità non si può coltivare. L'uomo che coltiva l'umiltà, senza dubbio non è una persona umile, può chiamare umiltà il proprio orgoglio, ma resta un uomo orgoglioso; ed ecco perché si sforza di essere umile. L'orgoglio non potrà mai diventare umile, e la castità non è una cosa che appartenga alla mente: non si può diventare casti. Conoscerete la castità soltanto quando vi sarà amore, e l'amore non appartiene alla mente, non è una cosa della mente.
Perciò il problema del sesso, che tortura tanta gente in tutto il mondo, non potrà risolversi finché non si comprenderà la mente. Non potrete por termine al pensare, ma, il pensiero verrà a termine quando il pensatore cesserà di esistere, e ciò accadrà soltanto quando si avrà l'intendimento dell'intero processo. La paura nasce quando vi è separazione tra chi pensa ed il suo pensiero; quando non vi è nessuno che pensi, allora soltanto non vi è conflitto nel pensiero. Ciò che è implicito non esige alcuno sforzo per capirlo. Chi pensa nasce attraverso il pensiero; allora chi pensa si esercita a configurare, a controllare i propri pensieri o a por termine ad essi. Il pensatore è un'entità fittizia, un'illusione della mente. Quando ci si rende conto del pensiero come di un fatto, non vi è in alcuna necessità di pensare al fatto. Se vi è consapevolezza, semplice, priva di scelta, quanto è implicito nel fatto comincerà a rivelarsi. Perché il pensiero come fatto avrà fine. Allora vedrete che i problemi di cui vi cibate nel cuore e nella mente, i problemi della nostra struttura sociale, potranno venire risolti. E allora il sesso non sarà più un problema, avrà il suo giusto posto, non sarà né una cosa impura né una cosa pura. Il sesso ha il suo luogo; ma quando la mente gli conferisce il posto predominante, diventa un problema. La mente conferisce al sesso un ruolo predominante perché non può vivere senza una qualche felicità, e così il sesso diventa un problema; quando la mente ne comprende l'intero processo, e giunge così a termine, vale a dire quando il pensatore cessa, allora vi è creazione ed è questa creazione che ci fa felici. Stare in uno stato di creazione è beatitudine, perché è dimenticanza di sé, nella quale non vi è reazione che nasca dal sesso. Non si tratta di una risposta astratta al problema quotidiano del sesso: si tratta dell’unica risposta. La mente rinnega l’amore e senza l’amore non vi è castità; ed è perché non vi è amore che trasformate il sesso in un problema.
Testo tratto dal libro " La prima ed ultima libertà"
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1954 Krishnamurti Writings, inc., Ojai , U.S.A.
1969 Casa Editrice Astrolabio - Ubaldini Editore, Roma
mercoledì 28 dicembre 2011
LA FUNZIONE DELLA MENTE - La prima ed ultima libertà - Jiddù Krishnamurti
Quando osservate la vostra mente, non solo osservate i cosiddetti livelli superiori di essa, ma anche l'inconscio; state guardando ciò che la mente in realtà fa, non è così? E’ questo l'unico modo nel quale si può investigare. Non dovrete sovrapporre quanto essa dovrebbe fare, come dovrebbe pensare o agire e così via; ciò condurrebbe soltanto ad avanzare pure ipotesi. Vale a dire, se dite che la mente dovrebbe essere questo o non dovrebbe essere quello, bloccate qualsiasi investigazione e qualsiasi pensiero; oppure, se citate una qualche autorità, anche in tal caso, non è vero? Bloccate il pensiero. Se citate Buddha, Cristo o X, Y, Z, terminerà qualsiasi ricerca, qualsiasi pensiero e qualsiasi investigazione. Perciò dovrete guardarvene. Se vorrete investigare insieme a me questo problema del sé, dovrete mettere da parte tutte queste sottigliezze della mente. Qual è la funzione della mente? Per scoprirla, dovrete conoscere che cosa la mente in realtà fa. Che cosa fa la vostra mente? È tutta, non è vero? Un processo di pensiero. Altrimenti, la mente non c'è.
Finché la mente non pensa, consciamente o inconsciamente, non vi è coscienza. Dovremo scoprire che cosa faccia, in rapporto ai nostri problemi, la mente che adoperiamo nella vita quotidiana, ed anche la mente della quale la maggior parte di noi non è consapevole. Dovremo guardare alla mente, come essa è, e non come dovrebbe essere. Ora che cos'è la mente e qual è il suo funzionamento? Essa è, in realtà, un processo di isolamento, non è così? Fondamentalmente, un processo di pensiero è appunto questo. E’ pensare in forma isolata, pur restando collettivi. Quando osservate il vostro proprio pensiero, lo vedrete come un processo isolato, frammentario. Pensate secondo le vostre reazioni, le reazioni della vostra memoria, della vostra esperienza, della vostra conoscenza, della vostra fede. Reagite, naturalmente, a tutto ciò. Se io dico che dev'esservi una rivoluzione fondamentale, voi reagite immediatamente. Obbiettate al termine "rivoluzione", nel caso che abbiate fatto buoni investimenti, siano essi spirituali o di altro tipo. Perciò la vostra reazione dipende da ciò che sapete, da ciò in cui credete, dalla vostra esperienza. Ciò è ovvio. Vi sono forme diverse di reazione. Voi dite "devo praticare la fraternità", "devo cooperare", "devo essere amichevole", "devo essere gentile", e così via. Che cos'è tutto ciò? Si tratta sempre di reazioni; ma la reazione fondamentale del pensare è un processo di isolamento. Guardate al processo della vostra mente, ciascuno di voi, il che significa che guardate al vostro agire, alla vostra fede, a ciò che sapete, alla vostra esperienza. E tutto ciò, non è forse vero? vi dà sicurezza. Vi dà sicurezza, dà forza al processo del pensare. Tale processo non fa che rafforzare il "me", la mente, il sé - sia che voi chiamiate quel sé elevato o vile. Tutte le nostre religioni, tutte le sanzioni sociali, tutte le leggi servono a sostegno dell'individuo, del sé individuale dell'azione separata; e, in opposizione a ciò vi è lo stato totalitario. Se guardate più in profondo entro l'inconscio, anche là vedrete al lavoro il medesimo processo. Là, infatti, noi siamo la collettività influenzata dall'ambiente, dal clima, dalla società, dal padre, dalla madre, dal nonno. Anche là vi è il desiderio di asserire, di dominare come individui, come "me". Non è dunque la funzione della mente, quale la conosciamo e quale la vediamo funzionare quotidianamente, un processo di isolamento? Non state cercando la salvezza individuale? State per essere qualcuno in futuro; oppure in questa stessa vita state per essere un grand'uomo, un grande scrittore. La nostra tendenza più importante è di separarci. Può la mente fare qualcosa di diverso? È possibile che la mente non pensi separatamente, in modo solipsistico, frammentario? E’ impossibile. Così, adoriamo la mente; la mente è straordinariamente importante. Non vedete, nel momento in cui siete un poco più acuti, un poco più attenti, e possedete una piccola informazione e conoscenza accumulata, quanto importanti divenite nella società? Vedete bene quanto voi adoriate coloro chi è intellettualmente superiore, gli avvocati, i professori, gli oratori, i grandi scrittori, i volgarizzatori! Avete coltivato l'intelletto e la mente.
La funzione della mente è di essere separata; altrimenti la vostra mente non c’è.
Avendo coltivato per secoli questo processo, scopriamo di non poter cooperare; possiamo soltanto essere costretti, spinti, guidati dall'autorità, dal timore, sia economico che religioso. Se questa è la situazione reale, non solo sul piano della coscienza, ma anche ai livelli più profondi, nei nostri motivi, nei nostri intenti, nei nostri fini, come potrà esservi cooperazione? Come potrà esservi una coesione intelligente per fare insieme qualche cosa? E poiché ciò è quasi impossibile, le religioni ed i partiti sociali organizzati costringono l'individuo a certe forme di disciplina. La disciplina diviene allora imperativa, se vogliamo raccoglierci insieme per fare insieme le cose. Finché non comprenderemo come trascendere questo pensiero che separa, questo processo che conferisce enfasi al "me" ed al "mio" sia in forma collettiva che individuale, non troveremo pace; avremo, sempre conflitto ininterrotto e guerra. Il nostro problema è come porre un termine al processo separatore del pensiero. Potrà mai il pensiero distruggere il sé, essendo il pensiero un processo di espressione verbale e di reazione? Il pensiero altro non è se non reazione; il pensiero non è creativo. Potrà un tale pensiero por termine a se stesso? È appunto ciò che stiamo cercando di scoprire. Quando io penso secondo uno schema come questo: "devo esser disciplinato", "devo pensare più accuratamente", "devo esser questo o quello", il pensiero sta costringendo, sollecitando, disciplinando se stesso ad essere qualche cosa o a non essere qualche altra cosa. Non è questo un processo di isolamento? E se è così, non corrisponde a quella intelligenza integrata che funziona come un tutto, e in base alla quale soltanto potrà esservi cooperazione. Come Giungerete a por termine al pensiero? O piuttosto, come il pensiero, che è isolato, frammentario e parziale, giungerà a termine? Come porrete la questione? La vostra cosiddetta disciplina, lo distruggerà? Ovviamente, in tutti questi lunghi anni non siete riusciti a farlo; altrimenti non sareste qui ad ascoltarmi. Vi prego, esaminate il processo del disciplinare, che altro non è se non un processo di pensiero, nel quale vi è soggezione, repressione, controllo, dominio: tutte cose che toccano l'inconscio, il quale si impone tanto più quanto più si invecchia. Dopo aver cercato per tanto tempo a vuoto, dovreste aver scoperto che senza dubbio la disciplina non è il processo giusto per distruggere il sé. Il sé non verrà distrutto dalla disciplina, poiché la disciplina è un processo che serve invece a rafforzare il sé. Eppure, tutte le vostre religioni invocano la disciplina; tutte le vostre meditazioni, le vostre asserzioni si fondano su questo. E la conoscenza, distruggerà il sé? La fede lo distruggerà? In altri termini, qualsiasi cosa voi ora stiate facendo, qualunque sia l'attività in cui siete oggi impegnati per giungere alla radice del sé, potrà avere successo? Tutto questo non è forse uno spreco fondamentale, entro un processo di pensiero che è un processo di isolamento, di reazione? Che cosa fate quando fondamentalmente o profondamente vi rendete conto che, il pensiero non può por termine a se stesso? E cosa accade? Guardate dentro di voi. Quando si è completamente consapevoli di questo fatto, che cosa accade? Accade che si comprende come qualsiasi reazione sia condizionata e come, attraverso il condizionamento, non possa esservi libertà né all'inizio né alla fine: e la libertà è sempre all'inizio, e non alla fine. Quando vi rendete conto che qualsiasi reazione è una forma di condizionamento e che pertanto essa conferisce continuità, in maniere svariate, al sé, che cosa in realtà si verifica? A questo proposito è necessaria la massima chiarezza. La fede, la conoscenza, la disciplina, l'esperienza, l'intero processo di ottenere un risultato od un fine, l'ambizione, il diventare qualche cosa in questa vita o in una vita futura, tutti questi sono processi di isolamento, fanno cioè parte di un processo che comporta distruzione, miseria, guerre e rispetto al quale non vi è fuga attraverso un'azione collettiva, per quanto voi possiate essere minacciati dai campi di concentramento e da cose del genere. Siete consapevoli di questo fatto? Qual è lo stato della mente che dice "è così", "questo è il mio problema", "questo è esattamente il punto in cui mi trovo, vedo che cosa possano fare la scienza e la disciplina, che cosa possa fare l'ambizione"? Senza dubbio, se vedete tutto ciò, un processo del tutto diverso è già al lavoro.
Vediamo le strade dell'Intelletto ma non vediamo la via dell'amore. La via dell'amore non si può trovare mediante l'intelletto. L’intelletto, con tutte le sue ramificazioni, con tutti i suoi desideri, ambizioni, finalità, deve scomparire perché l'amore possa nascere. Non sapete che, quando amate e cooperate, non pensate a voi stessi? È questa la forma più alta di intelligenza: non quando amate come un'entità superiore o quando vi trovate in una buona posizione, il che altro non è se non paura. Quando sono presenti i vostri interessi acquisiti, non potrà esservi amore; altro non vi sarà se non il processo di sfruttamento, che nasce dalla paura. Così l'amore potrà nascere soltanto quando la mente sarà scomparsa. E a questo scopo dovrete intendere il processo totale della mente, la funzione della mente. Soltanto quando saprete come amarvi l'un l'altro potrà esserci cooperazione, potrà esservi un funzionamento intelligente, un raccogliersi insieme per risolvere qualsiasi problema. Soltanto allora sarà possibile scoprire che cosa è Dio, o che cos'è la verità. Oggi, stiamo cercando di trovare la verità mediante l'intelletto, l'imitazione: il che è idolatria. Soltanto quando scarterete completamente, mediante l'intendimento, l'intera struttura del sé, potrà nascere quanto è eterno, fuori del tempo, incommensurabile. Non potrete andare ad esso: esso verrà a voi.
Testo tratto dal libro " La prima ed ultima libertà"
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1954 Krishnamurti Writings, inc., Ojai , U.S.A.
1969 Casa Editrice Astrolabio - Ubaldini Editore, Roma
lunedì 26 dicembre 2011
SLS - Sodium Laureth Sulfate: un'additivo da evitare! - In quali prodotti viene utilizzato!?
Qui sotto ho estrapolato parte di un'articolo, pubblicato sul sito disinformazione.it , riguardante il Sodium Laureth Sulfate, un'additivo base, presente nei saponi più diffusi e non solo!
"...Come dicevamo prima, nell’articolo dell’accademica Nina Silver intitolato Prodotti tossici, etichette ingannevoli pubblicato nel numero 30 di Nexus sono stati presentati i rapporti più contraddittori in merito al solfato di sodio lauril. “Secondo Ruth Winter, autore del libro A Consumer’s Dictionary of Food Additives il SLS è soltanto un irritante per la pelle, per Epstein e Steinman, autori del The Safe Shopper’s Bible, esso risulta irritante anche per gli occhi e le mucose”. “Judi Vance, autrice del libro Beauty To Die For, invece si spinge oltre facendo riferimento a degli studi giapponesi che evidenziano un danno al DNA”.
Avete capito bene? Qui si parla di possibili danni al DNA!
A questo punto non potevamo non andare a spulciare i principali database medico governativi alla ricerca di informazioni aggiuntive in grado di chiarire una volta per tutte il mistero. Quello che è saltato fuori è molto interessante.
Secondo il Toxicology Data Network[4], dell’Istituto Nazionale della Sanità (NIH, National Institute of Health) il SLS produce reazioni allergiche di sensibilità[5], secca la pelle[6] e le mucose, provocando gravi irritazioni agli occhi. Fin qui nulla di eccezionale!
Però nello studio della Invitrogen Corporation[7] del 23 Marzo 1998, oltre ai sopraccitati effetti si aggiungono problemi vascolari, polmonari e complicanze su embrioni e/o feti (fetotoxicity).
La cosa si fa un po’ più seria invece in uno studio, sempre del Toxicology Data Network, denominato Effetti degli additivi farmaceutici sulla sintesi e nei meccanismi di riparazione del DNA (Effect of pharmaceutical additives on the synthesis of DNA and on repair mechanism), perché al SLS viene imputato l’effetto di bloccare la sintesi del DNA[8]. Cosa purtroppo confermata anche dal CDC, il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle malattie (Centers of Disease Control and Prevention) statunitense, che nel Registro degli effetti tossici delle sostanze chimiche (Registry of Toxic Effects of Chemical Substances) del NIOSH, l’Istituto Nazionale per la Sicurezza e la Salute nel Lavoro (National Institute for Occupational Safety and Health) elenca il Sodium Lauryl Sulfate come una sostanza in grado di inibire il DNA nel fegato di ratto, nel porcellino d’india e perfino nei linfociti umani.
Secondo questa ricerca ufficialissima, le dosi che provocano questa inibizione del DNA sono nel fegato di ratto 243mmol/L[9], nel porcellino 60mmol/L[10] e nell’uomo 100mg/L[11]
Quindi sono necessari 100mg/L (100 mg per litro) di SLS per provocare l’inibizione dell’acido desossiribonucleico (DNA) all’interno dei linfociti!
Non finisce qui! Il SLS tra le altre cose sarebbe anche in grado di provocare mutazioni in microrganismi come il Saccharomyes Cerevisiae alle dosi di circa 3,500mmol/L[12], e addirittura 200mg/L provocherebbero mutazioni in qualsiasi microrganismo.
Esperimenti simili sono stati -purtroppo diciamo noi che aborriamo simili crudeltà- eseguiti anche su animali da laboratorio dalla Mallinckrodt Chemicals[13] e i risultati, pubblicati nel Material Safety Data Sheet ricalcano i precedenti: effetti mutageni e teratogenici![14].
Cosa possiamo aggiungere? Certamente a questo punto fa sorridere sapere che secondo l’Hazards Toxicity, il Sodium Lauryl Sulfate figura nell’elenco delle sostanze chimiche che producono danni seri all’apparato gastrointestinale.
Naturalmente a questo punto è d’obbligo precisare che tutti questi studi fanno riferimento alla sostanza chimica pura, cioè a quel solido di colore bianco che può essere in polvere oppure in scaglie con un leggero odore amarognolo. La sostanza contenuta nei prodotti per l’igiene invece è in diluizione che varia da prodotto a prodotto..."
Elenco dei sinonimi del Sodium Lauryl Sulfate:
Il Sodium Laureth Sulfate può trovarsi nei seguenti prodotti:
dentifricio, saponette, saponi liquidi per il corpo, shampoo, balsamo, detergenti per la casa, colluttorio, ecc...
Il sapone di marsiglia (quello vero!!!) è un'ottima alternativa perchè è biodegradabile al 100% e non contiene SLS.
Per chi volesse iniziare ad autoprodursi sapone, di qualsiasi tipo, visitate il sito www.ilmiosapone.it
Vi basteranno pochi accessori ( bilancia da cucina, pentola, mestola, fornello) ed ancor meno ingredienti (acqua, soda caustica, olio vegetale) per preparare dell'ottimo sapone, naturale al 100%.
Un'altra soluzione è quella di usare la LISCIVA (soluzione liquida ottenuta dalla bollitura di cenere di legno).
Qui sotto riporto una parte di articolo dal sito dioni.altervista.org/Lisciva_detersivo_ecologico_fai-.html
..."Istruzioni per fare la lisciva fatta in casa
Un'altra soluzione è quella di usare la LISCIVA (soluzione liquida ottenuta dalla bollitura di cenere di legno).
Qui sotto riporto una parte di articolo dal sito dioni.altervista.org/Lisciva_detersivo_ecologico_fai-.html
..."Istruzioni per fare la lisciva fatta in casa
Ingredienti:
CENERE e ACQUA in un rapporto 1: 5 (ovvero 1 bicchiere di cenere per 5 bicchieri d'acqua)
Procedimento:
- Setacciare la cenere.
- Disporla in una grossa pentola, rispettando il giusto rapporto cenere/acqua ed aggiungervi l'acqua.
- Portare ad ebollizione, a fuoco lento, mescolando di frequente all'inizio e di tanto in tanto quando la cottura si è stabilizzata.
- Far bollire circa 2 ore. E' consigliabile, verso fine cottura, assaggiare giusto una goccia del composto da posare sulla lingua per valutarne la potenza: se ha bollito sufficientemente pizzicherà appena. Non eccedere nella bollitura, in quanto la lisciva ottenuta diventerebbe troppo forte ed aggressiva per la pelle e per l'ambiente.
- A cottura ultimata, lasciare raffreddare e decantare.
- Disporla in una grossa pentola, rispettando il giusto rapporto cenere/acqua ed aggiungervi l'acqua.
- Portare ad ebollizione, a fuoco lento, mescolando di frequente all'inizio e di tanto in tanto quando la cottura si è stabilizzata.
- Far bollire circa 2 ore. E' consigliabile, verso fine cottura, assaggiare giusto una goccia del composto da posare sulla lingua per valutarne la potenza: se ha bollito sufficientemente pizzicherà appena. Non eccedere nella bollitura, in quanto la lisciva ottenuta diventerebbe troppo forte ed aggressiva per la pelle e per l'ambiente.
- A cottura ultimata, lasciare raffreddare e decantare.
- Preparare un recipiente e qualche straccio di cotone pulito che non scolorisca.
- Tendere sul recipiente lo straccio.
- Versare il contenuto della pentola sullo straccio nel recipiente, con l'accortezza di non agitare il liquido, cercando cioè di mantenere separata la parte solida da quella liquida. Se necessario ripetere questa operazione per ottenere una lisciva (ovvero la parte liquida) più filtrata e quindi più limpida.
- Versare la lisciva in un flacone di plastica.
La lisciva è pronta! e si conserverà per anni.
- Tendere sul recipiente lo straccio.
- Versare il contenuto della pentola sullo straccio nel recipiente, con l'accortezza di non agitare il liquido, cercando cioè di mantenere separata la parte solida da quella liquida. Se necessario ripetere questa operazione per ottenere una lisciva (ovvero la parte liquida) più filtrata e quindi più limpida.
- Versare la lisciva in un flacone di plastica.
La lisciva è pronta! e si conserverà per anni.
Cosa si ottiene da questo procedimento:
• Una parte liquida, la lisciva propriamente detta, da usarsi per tutte le pulizie (piatti, biancheria, pavimenti, ecc.) ed anche direttamente in lavatrice come un normale detersivo.
• Una pasta cremosa, che possiede un certo potere detergente e che può essere utilmente usata per lavare i piatti e come sapone per le mani, poiché non sporca ed è meno aggressiva rispetto alla cenere d’origine, destinando la lisciva ad altri impieghi più esigenti e specifici."...
• Una parte liquida, la lisciva propriamente detta, da usarsi per tutte le pulizie (piatti, biancheria, pavimenti, ecc.) ed anche direttamente in lavatrice come un normale detersivo.
• Una pasta cremosa, che possiede un certo potere detergente e che può essere utilmente usata per lavare i piatti e come sapone per le mani, poiché non sporca ed è meno aggressiva rispetto alla cenere d’origine, destinando la lisciva ad altri impieghi più esigenti e specifici."...
giovedì 22 dicembre 2011
MARIO MONTI MANDA IL SUO MESSAGGIO A GLI ITALIANI...E LORO RISPONDONO!!!
"MESSAGGIO PER TUTTI GLI ITALIANI ONESTI: MARIO MONTI CHIEDE DI AUMENTARE
L'ETÀ DELLE PENSIONI PERCHÉ IN EUROPA TUTTI LO FANNO. - NOI CHIEDIAMO,
INVECE, DI ARRESTARE TUTTI I POLITICI CORROTTI , DI ALLONTANARE DAI
PUBBLICI UFFICI TUTTI QUELLI CONDANNATI IN VIA DEFINITIVA PERCHÉ IN EUROPA
TUTTI LO FANNO, O SI DIMETTONO DA SOLI PER EVITARE IMBARAZZANTI FIGURE. -
DI DIME...ZZARE IL NUMERO DI PARLAMENTARI PERCHE´ IN EUROPA NESSUN PAESE HA
COSI´ TANTI POLITICI !! - DI DIMINUIRE IN MODO DRASTICO GLI STIPENDI E I PRIVILEGI A PARLAMENTARI E SENATORI, PERCHÉ IN EUROPA NESSUNO GUADAGNA COME LORO. - DI POTER ESERCITARE IL "MESTIERE" DI POLITICO AL MASSIMO PER 2 LEGISLATURE COME IN EUROPA TUTTI FANNO !! - DI METTERE UN TETTO MASSIMO ALL´IMPORTO DELLE PENSIONI EROGATE DALLO STATO (ANCHE RETROATTIVE), MAX. 5.000, 00 EURO AL MESE DI CHIUNQUE, POLITICI E NON, POICHE´ IN EUROPA NESSUNO PERCEPISCE 15/20 OPPURE 30.000,00 EURO AL MESE DI PENSIONE COME AVVIENE IN ITALIA - DI FAR PAGARE I MEDICINALI VISITE SPECIALISTICHE E CURE MEDICHE AI FAMILIARI DEI POLITICI POICHE´ IN EUROPA NESSUN FAMILIARE DEI POLITICI NE USUFRUISCE COME AVVIENE INVECE IN ITALIA DOVE CON LA SCUSA DELL´IMMAGINE VENGONO ADDIRITTURA MESSI A CARICO DELLO STATO ANCHE GLI INTERVENTI DI CHIRURGIA ESTETICA, CURE BALNEOTERMALI ED ELIOTERAPIOCHE DEI FAMILIARI DEI NOSTRI POLITICI !! CARO MARIO MONTI, NON CI PARAGONARE ALLA GERMANIA DOVE NON SI PAGANO LE AUTOSTRADE, I LIBRI DI TESTO PER LE SCUOLE SONO A CARICO DELLO STATO SINO AL 18° ANNO D´ETA´, IL 90 % DEGLI GLI ASILI E NIDO SONO
AZIENDALI E GRATUITI E NON TI CHIEDONO 400/450 EURO COME GLI ASILI STATALI ITALIANI !! IN FRANCIA LE DONNE POSSONO EVITARE DI ANDARE A LAVORARE PART TIME PER RACIMOLARE QUALCHE SOLDO INDISPENSABILE IN FAMIGLIA E PERCEPISCONO DALLO STATO UN ASSEGNO DI 500,00 EURO AL MESE COME CASALINGHE PIU´ ALTRI BONUS IN BASE AL NUMERO DI FIGLI . IN FRANCIA NON PAGANO LE ACCISE SUI CARBURANTI DELLE CAMPAGNE DI NAPOLEONE, NOI LE PAGHIAMO ANCORA PER LA GUERRA D´ABISSINIA !!
NOI CHIEDIAMO CHE VOI POLITICI LA SMETTIATE DI OFFENDERE LA NOSTRA
INTELLIGENZA, IL POPOLO ITALIANO CHIUDE 1 OCCHIO, A VOLTE 2, UN ORECCHIO E
PURE L´ALTRO MA LA CORDA CHE STATE TIRANDO DA TROPPO TEMPO SI STA´
SPEZZANDO. CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIE .....TEMPESTA !!! SE APPROVI, FAI
GIRARE QUESTO MESSAGGIO E CHIEDI AD ALTRI DI FARLO ! ! !
"Abbiamo imparato a volare nei cieli come uccelli e solcare i mari come pesci, ma non abbiamo
ancora imparato la semplice azione di camminare sulla terra come fratelli."
M.L. King
L'ETÀ DELLE PENSIONI PERCHÉ IN EUROPA TUTTI LO FANNO. - NOI CHIEDIAMO,
INVECE, DI ARRESTARE TUTTI I POLITICI CORROTTI , DI ALLONTANARE DAI
PUBBLICI UFFICI TUTTI QUELLI CONDANNATI IN VIA DEFINITIVA PERCHÉ IN EUROPA
TUTTI LO FANNO, O SI DIMETTONO DA SOLI PER EVITARE IMBARAZZANTI FIGURE. -
DI DIME...ZZARE IL NUMERO DI PARLAMENTARI PERCHE´ IN EUROPA NESSUN PAESE HA
COSI´ TANTI POLITICI !! - DI DIMINUIRE IN MODO DRASTICO GLI STIPENDI E I PRIVILEGI A PARLAMENTARI E SENATORI, PERCHÉ IN EUROPA NESSUNO GUADAGNA COME LORO. - DI POTER ESERCITARE IL "MESTIERE" DI POLITICO AL MASSIMO PER 2 LEGISLATURE COME IN EUROPA TUTTI FANNO !! - DI METTERE UN TETTO MASSIMO ALL´IMPORTO DELLE PENSIONI EROGATE DALLO STATO (ANCHE RETROATTIVE), MAX. 5.000, 00 EURO AL MESE DI CHIUNQUE, POLITICI E NON, POICHE´ IN EUROPA NESSUNO PERCEPISCE 15/20 OPPURE 30.000,00 EURO AL MESE DI PENSIONE COME AVVIENE IN ITALIA - DI FAR PAGARE I MEDICINALI VISITE SPECIALISTICHE E CURE MEDICHE AI FAMILIARI DEI POLITICI POICHE´ IN EUROPA NESSUN FAMILIARE DEI POLITICI NE USUFRUISCE COME AVVIENE INVECE IN ITALIA DOVE CON LA SCUSA DELL´IMMAGINE VENGONO ADDIRITTURA MESSI A CARICO DELLO STATO ANCHE GLI INTERVENTI DI CHIRURGIA ESTETICA, CURE BALNEOTERMALI ED ELIOTERAPIOCHE DEI FAMILIARI DEI NOSTRI POLITICI !! CARO MARIO MONTI, NON CI PARAGONARE ALLA GERMANIA DOVE NON SI PAGANO LE AUTOSTRADE, I LIBRI DI TESTO PER LE SCUOLE SONO A CARICO DELLO STATO SINO AL 18° ANNO D´ETA´, IL 90 % DEGLI GLI ASILI E NIDO SONO
AZIENDALI E GRATUITI E NON TI CHIEDONO 400/450 EURO COME GLI ASILI STATALI ITALIANI !! IN FRANCIA LE DONNE POSSONO EVITARE DI ANDARE A LAVORARE PART TIME PER RACIMOLARE QUALCHE SOLDO INDISPENSABILE IN FAMIGLIA E PERCEPISCONO DALLO STATO UN ASSEGNO DI 500,00 EURO AL MESE COME CASALINGHE PIU´ ALTRI BONUS IN BASE AL NUMERO DI FIGLI . IN FRANCIA NON PAGANO LE ACCISE SUI CARBURANTI DELLE CAMPAGNE DI NAPOLEONE, NOI LE PAGHIAMO ANCORA PER LA GUERRA D´ABISSINIA !!
NOI CHIEDIAMO CHE VOI POLITICI LA SMETTIATE DI OFFENDERE LA NOSTRA
INTELLIGENZA, IL POPOLO ITALIANO CHIUDE 1 OCCHIO, A VOLTE 2, UN ORECCHIO E
PURE L´ALTRO MA LA CORDA CHE STATE TIRANDO DA TROPPO TEMPO SI STA´
SPEZZANDO. CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIE .....TEMPESTA !!! SE APPROVI, FAI
GIRARE QUESTO MESSAGGIO E CHIEDI AD ALTRI DI FARLO ! ! !
"Abbiamo imparato a volare nei cieli come uccelli e solcare i mari come pesci, ma non abbiamo
ancora imparato la semplice azione di camminare sulla terra come fratelli."
M.L. King
mercoledì 21 dicembre 2011
Può il pensiero risolvere i nostri problemi? - La prima ed ultima libertà - Jiddù Krishnamurti
Il pensiero non ha risolto i
nostri problemi e non ritengo che lo farà mai. Abbiamo contato sull'intelletto
perché ci mostrasse la via per uscire dalla nostra complessività. Più abile,
più sottile, più odioso è l'intelletto, maggiore è la varietà di sistemi, di
teorie, di idee. Le idee non risolvono alcun problema umano; non l'hanno mai
risolto né mai lo faranno. La mente non è una soluzione; la via del pensiero
non è, ovviamente, la via per farci intendere il processo del pensare, e forse
riuscire ad andare al di là: poiché quando il pensiero cesserà, forse saremo in
grado di scoprire una via che ci aiuterà a risolvere i nostri problemi, non
solo quelli individuali, ma anche quelli collettivi.
Il pensiero non ha risolto i
nostri problemi. I sommi, i filosofi, i dotti, i capi politici, non hanno in
realtà risolto nessuno dei problemi umani: che consistono nella relazione tra
voi ed un altro, tra voi e me. Finora abbiamo usato la mente, l'intelletto,
perché ci aiutassero ad investigare il problema, sperando di trovare una
soluzione così: potrà mai il pensiero dissolvere i nostri problemi? Il
pensiero, salvo che nel laboratorio o sul tavolo da disegno, non è sempre
autoprotettivo, autoperpetuante, condizionato? La sua attività non è sempre
incentrata su se stessa? E un simile pensiero potrà mai risolvere qualcuno dei
problemi che il pensiero stesso ha creati? Potrà la mente, che ha creato i
problemi, risolvere cose che essa stessa ha dato alla luce?
Senza dubbio pensare è
reagire. Se vi faccio una domanda, voi rispondete secondo la vostra memoria, i
vostri pregiudizi, la vostra educazione, il clima, insomma in base a tutto il
background del vostro condizionamento; rispondete, pensate in funzione di esso.
Il centro di questo
background è 1'"io" nel processo dell'azione. Finché quel background
non viene compreso, finché quel processo di pensiero, quel sé che crea il
problema, non viene compreso e non vi si pone fine, saremo costretti a stare in
conflitto, con l'interno e con l'esterno, nei nostri pensieri, emozioni ed
azioni. Nessuna soluzione di nessun tipo, per quanto eccellente, per quanto ben
ponderata, potrà mai por fine al conflitto tra uomo ed uomo, tra voi e me. Rendendoci
conto di questo, essendo consapevoli del modo in cui il pensiero scaturisce e
da quale fonte esso scaturisca, domandiamo: "potrò mai esaurire il
pensiero?".
Questo è bene un problema,
non è così? Può il pensiero risolvere i nostri problemi? Pensando al problema,
l'avete forse risolto? Un tipo qualsiasi di problema - economico, sociale, religioso
- è stato mai realmente
risolto dal pensiero? Nella vostra vita quotidiana, quanto più pensate ad un
problema, tanto più complesso, tanto più irrisolto, tanto più vago diviene. Non
è forse così? Non è forse nella nostra vita pratica, quotidiana? Pensando a
certi aspetti del problema, potrete vedere piú chiaramente il punto di vista di
un'altra persona, ma il pensiero non può cogliere la completezza e la pienezza
del problema: lo può vedere solo parzialmente, ed una risposta parziale non è
una risposta completa, e pertanto non è una soluzione.
Quanto più pensiamo a un
problema, quanto più investighiamo, analizziamo, discutiamo un problema, tanto
più esso diviene complesso. Così, è possibile guardare al problema in modo
completo, totale? In che modo? Poiché, a mio avviso, è questa la nostra massima
difficoltà. I nostri problemi vanno moltiplicandosi - vi è pericolo imminente
di guerra, vi è ogni tipo di disturbo alle nostre relazioni - e in qual modo
potremo comprendere ciò totalmente, nel suo insieme? Senza dubbio ciò sarà
risolubile soltanto quando potremo considerarlo nel suo insieme: non a
compartimenti stagni, non ripartito. E quando sarà possibile? Sicuramente,
soltanto quando sarà venuto a termine il processo del pensare: che ha la sua
fonte nel’ ”io”, nel sé, nel background della tradizione, del condizionamento,
del pregiudizio, della speranza e della disperazione. Potremo comprendere
questo sé non analizzandolo, ma vedendo la cosa com'è, essendo consci di essa
come di un fatto e non come di una teoria? Non, cioè, tentando di dissolvere il
sé allo scopo di ottenere un risultato, ma vedendo l'attività del sé, del’ “io”,
in azione continua? Possiamo guardarlo, senza compiere alcun movimento che lo
distrugga o lo promuova? E’ questo il problema, non vi pare? Se, in ciascuno di
noi, il centro dell’ “io” è non-esistente, col suo desiderio di potere, di
posizione sociale, di autorità, di prosecuzione, di autopreservazione, senza
dubbio i nostri problemi giungeranno a termine!
Il sé è un problema che il
pensiero non può risolvere. Occorre una consapevolezza che non è del pensiero.
Essere consapevoli, senza condannarle o giustificarle, delle attività del sé -
soltanto esserne consapevoli - basta. Se si è consapevoli per scoprire in qual
modo risolvere il problema, per trasformarlo, per giungere ad un risultato, si è
ancora nel campo del sé, dell’ “io”. Finché cercheremo un risultato, sia
attraverso l'analisi, sia attraverso la consapevolezza, attraverso l’analisi
puntuale di qualsiasi pensiero, resteremo pur sempre entro il campo del
pensiero, vale a dire entro il campo dell’ “io”, del “me”, dell'ego: chiamatelo
come volete.
Finché sussiste l'attività
della mente, senza dubbio non potrà esservi amore. Quando vi sarà amore, non
avremo più problemi sociali. Ma l'amore non è qualcosa che si possa acquistare.
La mente può
cercare di acquistarlo, come
un nuovo pensiero, un aggeggio nuovo, un modo nuovo di pensare; ma la mente non
può trovarsi in una condizione d'amore tanto a lungo, quanto occorrerebbe al
pensiero per acquisire l'amore. Finché la mente cerca di trovarsi in uno stato
di non-avídità, senza dubbio essa resta avida, non è così? Similmente, finché
la mente ambisce, desidera e agisce allo scopo di trovarsi in una condizione
nella quale vi sia amore, senza dubbio essa rinnega tale condizione, non è
così?
Consideriamo questo problema,
questo complesso problema del vivere, ed essendo consapevoli del processo del
nostro proprio pensiero, e rendendoci conto che esso in realtà non porta da
nessuna parte - quando veramente ci si renderà conto di ciò, allora senza
dubbio ci si troverà in una condizione di intelligenza che non sarà individuale
o collettiva. Allora il problema della relazione dell'individuo con la società,
dell'individuo con la comunità, dell'individuo con la realtà, cesserà di
esistere; poiché allora vi sarà soltanto intelligenza, la quale non è né
personale né impersonale. È soltanto questa intelligenza, io credo, che può
risolvere i nostri immensi problemi. Ciò non può costituire un risultato; nasce
soltanto quando comprendiamo questo intero, totale processo del pensiero, non
soltanto a livello conscio, ma anche ai livelli della coscienza più profondi e
più nascosti. Per comprendere problemi di tale fatta è necessario possedere una
mente estremamente pacificata, una mente del tutto serena, tale da poter
guardare al problema senza interporre idee o teorie, senza la minima
distrazione. È questa una tra le nostre difficoltà: poiché il pensiero è
divenuto una distrazione. Quando intendo comprendere, osservare veramente
qualcosa, non dovrò pensare ad essa: dovrò guardarla. Nel momento in cui
comincio a pensare, ad avere idee ed opinioni intorno ad essa, mi trovo già in
una condizione di distrazione, mi trovo già a guardare al di là della cosa che
devo comprendere. Così il pensiero, quando si ha un problema, diventa una
distrazione - intendendosi per pensiero un'idea, un'opinione, un
giudizio, un confronto - che ci impedisce di guardare e pertanto di comprendere
e risolvere il problema. Sventuratamente per la maggior parte di noi il
pensiero ha acquistato un'importanza enorme. Voi dite: "come potrei
esistere, essere, senza pensare? Come potrei avere una mente vuota?». Avere una
mente vuota significa stare in una condizione di stupore, di idiozia, comunque
la si chiami e la vostra reazione istintiva è di respingerla. Ma senza dubbio
una mente che sia in perfetta calma, una mente che non sia distratta dal
proprio stesso pensiero, una mente che sia aperta, può guardare al problema in
modo veramente semplice e diretto. E questa capacità di guardare senza alcuna
distrazione i nostri problemi, è l'unica soluzione. A questo fine occorre una
mente calma, tranquilla.
Una tale mente non è un
risultato, non è un prodotto fine a se stesso derivante da una pratica, dalla
meditazione, dal controllo. Essa non nasce attraverso alcuna forma di
disciplina o di costrizione o di sublimazione, nasce senza alcuno sforzo del
"me", del pensiero; nasce quando comprendo l'intero processo del
pensare - quando posso vedere un fatto senza la minima distrazione. In tale
condizione di tranquillità, propria di una mente che è realmente calma, vi è
amore. E soltanto l'amore può risolvere tutti i nostri problemi umani.
Testo
tratto dal libro " La prima ed ultima libertà".
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